Il Tribunale di sorveglianza di Torino ha emesso una decisione controversa riguardo a Dimitri Fricano, condannato a trent'anni di carcere per l'omicidio della fidanzata nel 2017 in Sardegna. Nonostante il grave crimine commesso, il tribunale ha optato per permettere a Fricano di scontare la pena presso la propria abitazione a Biella anziché in carcere, basandosi sulla sua condizione di obesità, la quale, secondo i giudici, renderebbe insostenibile la detenzione in una struttura penitenziaria.

Il tragico evento si verificò il 11 giugno 2017, quando Fricano inflisse 57 coltellate alla sua fidanzata, Erika Preti, a San Teodoro (Sassari), dopo un alterco scaturito da un banale rimprovero riguardo alle briciole che stava lasciando. Nonostante la gravità del reato, il Tribunale ha ritenuto che lo stato di salute di Fricano non fosse compatibile con la vita in carcere, citando un aumento di peso da 120 a 200 chilogrammi e sottolineando le difficoltà di deambulazione e l'impossibilità di seguire una dieta adeguata dietro le sbarre, affermando così l'esistenza di un "pericolo di vita legato al rischio cardiovascolare".

Gli avvocati difensori, Alessandra Guarini e Roberto Onida, hanno dichiarato che i giudici hanno stabilito la necessità di cure specifiche per Fricano. La decisione ha sollevato diverse polemiche, poiché molti ritengono che la gravità del crimine commesso dovrebbe sovrastare le considerazioni sulla salute dell'imputato. La società e i familiari della vittima sono sconcertati di fronte a questa decisione, che sembra, secondo molti, trascurare la giusta punizione per un atto così brutale.