La sentenza del Tar Calabria che ha obbligato alla ripresa della didattica in presenza nelle scuole vibonesi (con esclusione degli istituti superiori) continua a far discutere. Le famiglie si sono infatti divise tra favorevoli e contrari, con la preoccupazione per l'emergenza sanitaria in corso - unita alle imminenti festività natalizie - che sta portando a non mandare i propri figli in classe. "Abbiamo una presenza minima - ci spiega la dirigente Eleonora Rombolà - che si attesta nella seconda giornata intorno al 10% circa". In termini numerici, per fare qualche esempio, "abbiamo 80 studenti su 416 al plesso Garibaldi, 12 su 138 alla Buccarelli".

Consiglio d'Istituto straordinario. "È una situazione - continua la dirigente - che necessità risposte". Per questo è stato convocato - per oggi pomeriggio - un Consiglio d'Istituto straordinario per valutare la giustificazione delle assenze dei prossimi giorni, l'attivazione della didattica digitale integrata e le altre richieste dei genitori: "È necessario riportare serenità, accogliendo le necessarie richieste delle famiglie nel rispetto delle normative vigenti". Non potrà quindi essere garantita la didattica a distanza, se non "nei casi previsti dalla legge".

"Scuola deve gettare semi della pace". Una situazione simile viene descritta anche dalla dirigente Mimma Cacciatore, con gli studenti in aumento nella giornata di oggi - la seconda dopo la sentenza del Tar - "ma ieri avevamo 153 studenti su su un totale di mille alunni circa". "Noi le sentenze le dobbiamo mettere in atto - ha aggiunto la dirigente Cacciatore - non ci esprimiamo su questo. Si è creato un po' di attrito tra le famiglie, ma la scuola deve gettare i semi della pace, della comprensione". Anche nell'Istituto comprensivo Don Bosco, quindi, è stato convocato per oggi pomeriggio un Consiglio d'Istituto straordinario "per capire che risposte dare, certo non la Dad, e per capire come poter raggiungere i bambini".

Tamponi a tappeto e appello alle famiglie. È necessario però, al di là delle tante polemiche degli ultimi giorni, iniziare a programmare un rientro in sicurezza a partire da gennaio: "La mia richiesta pressante - afferma Eleonora Rombolà - è che si proceda ad uno screening a tappeto di tutti gli alunni e di tutto il personale scolastico, sia docenti che personale Ata". "Questo - spiega - certo non annulla del tutto il rischio, ma sarebbe un punto di partenza". Con un appello anche da parte di Mimma Cacciatore: "Chiedo alle famiglie di essere coscienziose, se hanno qualche sintomo, se avete anche solo il sospetto, evitate di mandare i bambini a scuola". In passato, ci spiega, anche questa piccola accortezza "non è stata rispettata".

Diritto all'istruzione sempre garantito. Le due dirigenti non entrano nel merito della diatriba che, soprattuto sui social, sta animano le famiglie vibonesi. "Una cosa mi preme però dirla - dichiara la Rombolà - è un momento di grande grande sofferenza, di preoccupazione anche motivata, e per questo è importante ritrovare la serenità in una comunità divisa, in conflitto". "Ed è fondamentale ricordare - conclude - che la scuola non si è mai fermata neanche un istante, il diritto all'istruzione è sempre stato garantito".