'Ndrangheta e ultras, i rapporti del capo della curva e i clan (NOMI)
Nella mattinata di ieri, la Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Milano ha portato a termine un'importante operazione che intreccia traffici di droga, legami con la ‘ndrangheta e il mondo degli ultras milanesi. Sono 20 le persone arrestate nell’ambito dell’indagine, di cui 15 finite in carcere e 5 ai domiciliari. Tra i protagonisti dell’inchiesta emerge il nome di Luca Lucci, noto capo del tifo organizzato rossonero, già detenuto per il coinvolgimento nella precedente operazione “Due curve” dello scorso mese.
Lucci è al centro di una rete di affari criminali che, secondo le indagini, si intreccia con i clan calabresi Barbaro-Papalia di Platì, noti per il radicamento nell’area milanese, in particolare a Corsico e Buccinasco. Le accuse delineano rapporti stretti tra il capo ultrà e figure di spicco della criminalità organizzata, come Antonio Rosario Trimboli e Rosario Calabria, già emersi in precedenti indagini sulle curve milanesi. Calabria, in particolare, sarebbe legato a Domenico Papalia, figlio di Antonio Papalia, esponente di vertice della ‘ndrangheta.
L’indagine si inserisce in una serie di operazioni che nelle ultime settimane hanno scosso il mondo degli ultras e rivelato le connessioni tra tifoserie organizzate e la ‘ndrangheta. Solo il mese scorso, l’inchiesta “Due curve” aveva portato all’accusa di associazione mafiosa per diversi esponenti del direttivo dell’Inter, in relazione a rapporti con Antonio Bellocco, boss ucciso di recente da Andrea Beretta, ora collaboratore di giustizia.
