'Ndrangheta e massoneria: i risvolti e i retroscena dell'inchiesta "Fata Morgana"
Regge l'operazione. Il gip dispone il carcere per i principali indagati. Ricostruito il tessuto relazionale dell'avvocato Paolo Romeo e tutti i suoi contatti politici ed istituzionali
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di GIUSEPPE BAGLIVO
Nessun pericolo di fuga, ma sussistenza della gravità indiziaria e delle esigenze cautelari. Restano così in carcere tutti i sette principali indagati dell'inchiesta denominata "Fata Morgana" della Dda di Reggio Calabria. Anche l'avvocato penalista reggino Antonio Marra (cl. '55), l'unico nei cui confronti il gip aveva rigettato nei giorni scorsi l'accusa di associazione mafiosa, scarcerandolo, è stato stamane di nuovo arrestato. Marra, ritenuto dagli inquirenti il presunto "braccio-destro" dell'avvocato Paolo Romeo (cl. '47), il principale indagato dell'inchiesta, nella gestione (criminale per l'accusa) del centro commerciale "La Perla dello Stretto", è stato raggiunto oggi da un nuovo ordine di arresto che poggerebbe sui reati di associazione segreta e turbativa d'asta aggravata dalle modalità mafiose. Il provvedimento porta la firma dei gip Barbara Bennato e Domenico Santoro.

Secondo gli inquirenti, il contributo dell'avvocato Marra sarebbe stato decisivo per la scalata criminale del grande magazzino "Perla dello Stretto" di Villa San Giovanni. Per la Dda, come emerso dal decreto di perquisizione, Antonio Marra e Paolo Romeo sarebbero membri di una loggia massonica deviata, capace di condizionare la politica e l'economia. Restano pertanto in carcere Paolo Romeo (ritenuto la "figura-chiave" dell'inchiesta anche se non gli viene contestato il reato di associazione mafiosa), il commercialista Natale Saraceno e gli imprenditori reggini Antonio Idone (cl. '51), Domenico Marcianò (cl. '83) Emilio Frascati (cl. '56) e Giuseppe Chirico (cl. '60).

Il ruolo ed i contatti "eccellenti" di Paolo Romeo. Ad avviso degli investigatori, il "patrimonio relazionale di Paolo Romeo è davvero impressionante. Egli ne è il fulcro e grazie a questa posizione baricentrica continua ad essere soggetto determinante delle principali dinamiche" della città di Reggio Calabria tanto che a tal proposito per gli inquirenti è significativa la conversazione intercettata tra "Romeo e l’allora consigliere regionale Giovanni Nucera", in cui quest’ultimo così esordiva: “Quali comandi, Paolo!”. E' in particolare un'informativa della Guardia di Finanza del 21 aprile scorso, richiamata dalla Dda di Reggio Calabria nel provvedimento di fermo a descrivere quella che viene definita come "la straordinaria influenza di Romeo nelle più svariate dinamiche del locale tessuto sociale, senza che le note e gravi vicende giudiziarie del passato, ne abbiano scalfito la capacità di fascinazione nei riguardi di larga parte del sistema politico ed economico della città di Reggio Calabria. L’impressionante quantità e qualità di elementi di prova acquisiti - sottolineano gli inquirenti - ribadiscono la speciale abilità del Romeo nel tessere pervasive relazioni con gli ambienti istituzionali e politici locali, per fare in modo che costoro assumano un ruolo strumentale alle sue strategie, contribuendo ad esercitare la pressione mediatica necessaria alla migliore riuscita delle sue dinamiche di acquisizione e consolidamento di posizioni di potere". Ne esce una personalità "forte, decisa, carismatica e risoluta, in grado di promuovere, coadiuvare e dirigere diverse iniziative, talvolta inserite nell’ambito delle attività esercitate da Circoli, Organizzazioni ed associazioni del territorio, di cui egli, pur restando occultato negli atti ufficiali, si è dimostrato l’effettivo gestore, ma anche il pubblico protagonista". senza che "alcuno dei suoi interlocutori istituzionali" si sia preso la briga - rimarcano gli inquirenti - di svelarne l’arcano. Anzi, le indagini dimostrano - spiega la Dda - come Romeo sia accettato interlocutore dei principali protagonisti della vita cittadina, senza che le condanne e la carcerazione abbiano affatto scalfito il prestigio".

A tal proposito, va ribadito - evidenziano gli investigatori - che la base logistica, l’ufficio del Romeo, insista presso il Circolo Pescatori Posidonia, sito sul lungomare di Gallico. E, sebbene in tale compagine il Romeo non rivesta alcun ruolo ufficiale, egli la gestisce di fatto, in prima persona, utilizzandone la sede quale principale luogo d’incontro e di gestione delle numerose iniziative politiche, imprenditoriali, economiche e relazionali".
E l'elenco dei contatti di Romeo con la "classe dirigente della città di Reggio Calabria" è davvero impressionante. Si va dal senatore Giovanni Bilardi (ha "presentato emendamenti relativi alle città metropolitane, in linea con i pareri ed i consigli di Romeo") al senatore Domenico Scilipoti ( "su proposta di Romeo, ha presentato emendamenti al Disegno di Legge n. 1212, assegnato alla I Commissione permanente Affari Costituzionali sulle città metropolitane; ha presentato un’interrogazione parlamentare - predisposta, redatta ed inviatagli dal Romeo, all’attenzione del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi, sulle problematiche del mercato agro-alimentare cittadino"), dal senatore Antonio Caridi ad Aurelio Chizzoniti, ex presidente della Commissione speciale di Vigilanza della Regione Calabria. Quindi l'elenco dei contatti di Romeo ricostruito dagli inquirenti comprende: l'ex consigliere regionale Giovanni Nucera, il funzionario della Regione Calabria e segretario regionale "Ugl Autonomie della Calabria", Giovanni Pontari, gli ex assessori regionali Michele Trematerra, Mario Caligiuri, Luigi Fedele e Demetrio Arena, Roberto Capria (collaboratore di Arena), gli ex consiglieri regionali Candeloro Imbalzano Giuseppe Giordano, Demetrio Naccari Carlizzi, Pasquale Tripodi.
L'elenco prosegue poi con consiglieri della Provincia di Reggio Calabria, funzionari, imprenditori e "colletti bianchi". (CONTINUA....)
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