Si tratta di un bacino di lavoratori di 800 unità, facenti parte della legge regionale 15/2008. I lavoratori sono impiegati nell'Asl e nella prefettura di Vibo

"Sulla legge regionale 15/2008 la giunta regionale, sembra avere una particolare propensione al rinvio". E' quanto sostengono in una nota il segretario generale della Felsa Cisl, Carlo Barletta, e il segretario regionale Cisl Calabria, Enzo Musolino. "Infatti, da ben sette mesi attendiamo rispettivamente che due importanti questioni vengano finalmente sciolte: disciplinare di utilizzo dei lavoratori del bacino e aumento/adeguamento del monte ore di impegno specialmente per i lavoratori di Vibo Valentia attualmente “pagati” (si fa per dire) per appena 11 ore settimanali sebbene sia stato concordato un aumento a non meno di 7 ore; e da oltre uno attendiamo che si deliberi rispetto alla proroga di utilizzo dei lavoratori del bacino. Niente da fare. Rinvio".

Eppure non sussistono particolari difficoltà tecnico –giuridiche, queste sì che potrebbero essere di ostacolo alla emanazione di atti e decreti conseguenti. Invero, il Dipartimento Regionale al Lavoro ha già predisposto da lungo tempo quanto necessario per risolvere le questioni sopraesposte. Ma nulla da fare, fatti pochi passi nei corridoi della Cittadella si innalza il “muro del rinvio” e tutto si blocca e si rimanda sine die

Adesso basta! A sedici giorni dalla fine dell’anno e visto che di pazienza i lavoratori ne hanno avuta fin troppa, e noi con loro unitamente agli enti utilizzatori che giustamente chiedono di poter usufruire anche per il 2017 della preziosa opera prestata dagli stessi, chiediamo che si sblocchino definitivamente tutte le questioni irrisolte della 15/2008.

Preannunciamo infine la mobilitazione dei lavoratori del bacino con una manifestazione da tenersi alla Cittadella regionale che organizzeremo nelle prossime ore all’esito della quale ci aspettiamo risposte concrete, riscontrabili e documentate. Il tempo è scaduto. L’arte del rinvio è stato già pagato a caro prezzo dai lavoratori che si sentono peraltro beffati dalle innumerevoli promesse puntualmente disattese, anzi, rinviate!