Interrogatori di garanzia per gli indagati coinvolti nell'operazione "Giovani in erba". In cinque restano ai domiciliari e per altri due confermato l'obbligo di presentazione alla Pg

Scelgono di non rispondere al gip Gabriella Lupoli in occasione dell'interrogatorio di garanzia gli indagati nell'operazione “giovani in erba”, avviata nel luglio del 2016 dalla Squadra Mobile della Questura e coordinata dalla Procura di Vibo Valentia.

Scena muta. I fratelli Zuliani - Giovanni di 21 anni, Michele Arcangelo di 19 ed Antonio di 25, tutti difesi dall'avvocato Franco Muzzopappa si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, così come Nicola Doria, trent'anni, difeso dall'avvocato Giovanni Vecchio. Rimangono tutti agli arresti domiciliari, compreso l'altro indagato, Arcangelo Michele D'Angelo, difeso dall'avvocato Marco Talarico. Meno afflittiva la misura disposta per Emmanuele La Bella, 25 anni, difeso dall'avvocato Laura Moschella, e per Francesco Morano, vent'anni, difeso dall'avvocato Francesca Giovinazzo, per i quali il gip ha optato per l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L'ipotesi accusatoria. Secondo la prospettazione del pm Colucci, il gruppo dei giovani di Piscopio avrebbe posto in essere una fiorente attività di spaccio di stupefacenti, prevalentemente del genere “marijuana”, collocando i punti di smercio del lucroso traffico nel quartiere Cancello Rosso al centro di Vibo Valentia e nella villetta comunale di Piscopio. Secondo l'accusa avrebbero, tra l'altro, goduto di una fitta rete di fiancheggiatori che li avrebbe aiutati ad eludere i controlli delle forze dell'ordine. Dunque, un allarmante quadro delinquenziale che coinvolge i più giovani, spesso minori, “adescati” anche nei pressi degli istituti scolastici che frequentano, e che emerge drammaticamente per la sua estensione e pericolosità, fronteggiata da genitori che, consapevoli del proprio ruolo, non hanno esitato a riferire le circostanze di cui erano a conoscenza all'autorità giudiziaria.