'Ndrangheta in Veneto, blitz della Dia: fermati presunti affiliati alle cosche calabresi
Complessivamente gli indagati sono 36 e devono rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, rapina, usura e frode fiscale aggravata
Il Centro Operativo Dia di Padova, con l'ausilio delle articolazioni territoriali della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza delle provincie di Venezia, Verona, Vicenza, Cremona, Reggio Emilia e Catanzaro, ha eseguito alcune misure di custodia cautelare emesse dall'ufficio GIP del Tribunale di Venezia, su richiesta della competente Direzione Distrettuale Antimafia.
Le accuse. L'attivita' investigativa, coordinata dalla Dda, ha individuato vari soggetti tutti indagati per i reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, rapina, usura e frode fiscale aggravata. Sono tre le misure di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Venezia, su richiesta della competente Direzione Distrettuale Antimafia. Sono state, inoltre, eseguite 14 perquisizioni utili ad acquisire documentazione contabile ed extra contabile comprovante l'esistenza delle attivita' illecite poste in essere dagli indagati.
Le indagini. Nel corso dell'attivita' investigativa finalizzata a verificare eventuali infiltrazioni mafiose di origine calabrese in Valpolicella, tra le province di Vicenza e Verona, sono stati individuati 36 soggetti tutti indagati per i reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, rapina, usura e frode fiscale aggravata. Tra i soggetti esaminati e' emerso un pregiudicato segnalato dalle locali forze di polizia come contiguo a personaggi affiliati alle cosche crotonesi Grande Aracri e Dragone, oltre alla presenza di vari soggetti collegati alla 'ndrangheta, operanti nel settore edile
