Appalto nuovo Tribunale Catanzaro, annullato sequestro beni alla Gatto Costruzioni
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato il sequestro di beni per un valore di un milione e 500mila euro nei confronti dell'impresa Gatto Costruzioni nell'ambito dell'inchiesta sulla costruzione del nuovo Tribunale della città capoluogo di regione. Il sequestro preventivo era stato emesso dal gip di Catanzaro il 28 ottobre scorso a carico del costruttore catanzarese Giuseppe Gatto che, secondo la Procura, avrebbe beneficiato di una corsia preferenziale nell'appalto per la realizzazione del nuovo Tribunale di Catanzaro. Il provvedimento di sequestro era stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro, Carlo Saverio Ferraro, che aveva accolto la richiesta dei sostituti procuratori Fabiana Rapino e Alessandro Prontera. Nell'inchiesta sono indagate complessivamente otto persone, tra imprenditori e membri della commissione di gara d'appalto, accusati a vario titolo di truffa, inadempimento di contratto di pubbliche forniture, turbativa d'asta, abuso d'ufficio e falso. Nel provvedimento dei giudici del riesame si evidenzia che "la configurabilità del reato di truffa soffre di alcune discrasie". Il collegio non ritiene di "poter seguire la prospettazione proveniente dalla pubblica accusa". Il sequestro annullato dal Riesame (un milione e mezzo di euro) corrisponde alla differenza tra il prezzo di aggiudicazione dei lavori all'impresa Gatto costruzioni (8,3 milioni) e quello offerto dall'impresa Caruso Costruzione (6,8 milioni), "quale risparmio che ne sarebbe derivato all'ente pubblico in assenza di anomalie e irregolarità nell'affidamento dell'appalto alla Gatto Costruzioni".
Per il Riesame, vi è "dissonanza tra la descrizione della condotta ascritta a Giuseppe Gatto e l'effettiva contestazione rivolta allo stesso Gatto», che non è accusato di turbata libertà degli incanti e falso ideologico. Per il Tdl manca pure la prova che "il progetto presentato da Gatto Costruzioni fosse realizzabile con la cifra offerta dalla Caruso Costruzioni".
Gli indagati nell'inchiesta sono: Giuseppe Gatto (ex presidente di Confindustria di Catanzaro) e Fabio Gatto, accusati di truffa aggravata e inadempimento di contratto di pubbliche forniture; gli imprenditori vibonesi Michele Fusca e Ilario Morelli; i membri della commissione di gara del Comune di Catanzaro Giovanni Ciampa, Biagio Cantisani e Luigi Franco. (g.b.)
