“Le dimissioni del vicesindaco Primerano rappresentano di certo il principio di una resa dei conti che il sindaco ha di fatto rinviato di giorno in giorno e che ha tentato di allontanare all’ultimo consiglio comunale, allorquando, invece di sostenere la bontà di un bilancio preventivo e di un Dup drammatici per la città di Vibo Valentia si è dilungata nei ringraziamenti proprio a quegli assessori che da mesi oramai sono sotto il tiro della sua maggioranza politica e consiliare”. A dirlo sono gli esponenti del Partito democratico vibonese Francesco Colelli e Stefano Soriano.

“Oggi – continuano – a sorprenderci non sono le dimissioni dell’assessore Primerano con il quale abbiamo avuto anche momenti di scontro duro ma sempre nei limiti dell’attività politica ed amministrativa, quanto il silenzio del sindaco in merito ad una situazione politica ed amministrativa che definire difficile è limitativo. Qui non si tratta più di valutare i singoli assessori e chiederne le dimissioni o la riconferma ma di valutare l’intera amministrazione che, come più volte detto negli ultimi giorni, sta conducendo la città alla deriva con l’approvazione di un bilancio preventivo dove a farla da padrone sono gli zeri”.

“Ed allora ci chiediamo – dicono Colelli e Soriano – a cosa serve rimodulare la giunta e le deleghe se diversi assessorati si trovano un grandissimo zero nelle somme a disposizione per la programmazione del prossimo triennio? A cosa servono 9 assessori se non a tenere gli equilibri prettamente politici di un sindaco sempre più debole la cui azione amministrativa non è mai decollata”.

Continuano: “A questo punto varrebbe davvero la pena di invertire la rotta e varare una giunta composta al massimo di 5 assessori oltre al sindaco dando il segnale che, in un momento difficile per la città dove non si riesce ad accedere ad alcuni finanziamenti statali e regionali solamente perché in essi è prevista una piccola percentuale di investimento economico da parte del Comune, la politica risponde presente ai sacrifici dei cittadini con una giunta adeguata alle esigenze della città. Non è populismo ma analisi dei dati e dei fatti. Questi ci dicono che almeno tre assessorati avranno zero risorse nel bilancio dei prossimi tre anni per cui il sindaco deve trarre le conseguenze”.

“E’ facile parlare di cambiamento, difficile realizzarlo – sentenziano i due esponenti del Partito democratico – Molto più facile chiedere ai cittadini di cambiare laddove l’amministrazione mantiene le vecchie abitudini politiche che fanno prevalere la logica e gli equilibri politici alle esigenze della città e dei suoi cittadini. Oggi abbiamo una città sempre più disinteressata alla e dalla vita politica perché il cambiamento tanto decantato in campagna elettorale, laddove la parola chiave era subito, è stato soppiantato dalla solita politica di bassa lega che pensa solo all’autoconservazione ed al mantenimento delle sue posizioni di potere”.

“Concludiamo – dicono – con una frase della lettera dell’ex sindaco Primerano che si chiede e chiede al sindaco “se i gruppi politici, riconosciuti dalla Costituzione, cerniera tra i cittadini e il governo locale, siano realmente capaci di assolvere a tale compito oppure siano gruppi autoreferenziali”. In queste parole c’è di fatto una bocciatura della maggioranza politica del sindaco Limardo, dei partiti che la sostengono e soprattutto dei vari dei ex machina che ci stanno dietro”.