Sembra un film già visto, ed è effettivamente così. La Corte dei Conti ha nuovamente chiesto al Comune di Vibo dei chiarimenti in merito al Piano di riequilibrio finanziario, con una risposta che però - questa volta - dovrà essere fornita dall'Amministrazione Limardo entro 15 giorni. I giudici contabili stanno infatti valutando la consistenza del piano di azione che dovrebbe evitare alla città capoluogo di provincia un secondo dissesto. Dalle 34 pagine della richiesta di chiarimenti, però, il quadro non sembra troppo ottimistico.

Vengono infatti segnalati una serie di accertamenti che la Corte dei Conti considera, in attesa della risposta dell'Ente, "inattendibili". A volte per ragioni che a leggerle sembra difficile crederci. Come per il fondo pluriennale vincolato in spesa che "alla fine di dicembre non trova riscontro in quello in entrata il successivo 1 gennaio”. Senza considerare il fatto che “i dati della delibera di Consiglio comunale”, nell’approvazione del rendiconto, “non trovano riscontro con quelli da bilancio”. Delle presunte “irregolarità”, riferite ad anni precedenti all'attuale amministrazione, che il Comune di Vibo dovrà provare a giustificare.

Due in particolari le note dolenti. La prima quella della riscossione delle tasse, da sempre tallone d'achille delle casse comunali. Secondo la Corte, infatti, i proventi "si sono concretizzati in termini di accertamento ma non di riscossione”. In altre parole: gli uffici hanno capito chi ha evaso, ma non sono riusciti a far pagare le tasse. Complice anche, è doveroso ricordarlo, le difficoltà economiche nella popolazione causate dalla pandemia.

Il secondo punto debole è la ricognizione delle passività potenziali: secondo i giudici, infatti, il Comune "in sede di approvazione e formulazione del Piano di riequilibrio non ha effettuato la ricognizione delle passività potenziali, alcune delle quali già note”. Vediamo cosa risponderà l'Ente, ma le valutazioni e le domande della Corte dei Conti riservano ancora molte sorprese.