Duro affondo dell’Udc contro l’amministrazione comunale di Vibo Valentia. Al centro delle critiche, "la gestione – o meglio, la mancata gestione – delle emergenze ambientali che affliggono la frazione costiera di Bivona". A parlare è Francesco Fusca, responsabile provinciale organizzativo del partito, che punta il dito contro il primo cittadino accusandolo di "inconsistenza amministrativa" e di mettere a rischio la salute del territorio e le prospettive turistiche.

"Appare oramai del tutto evidente – esordisce Fusca – che l’inconsistenza amministrativa del Sindaco sta generando enormi difficoltà per il nostro territorio ed in particolare per la frazione di Bivona che avrebbe dovuto fare del turismo il presupposto per il suo rilancio economico alla luce di una posizione geografica strategica ed in considerazione di un mare e di una spiaggia unici nel loro genere».

L’esponente centrista denuncia come, nonostante le numerose sollecitazioni sul torrente Sant’Anna, l’amministrazione sia intervenuta soltanto in extremis e, per di più, «solo grazie alla forte iniziativa della Prefettura di Vibo Valentia».

Una delle principali accuse riguarda la scelta di una soluzione tampone e non risolutiva per il collettamento delle acque reflue. «Il sindaco continua ad avere le idee confuse – incalza Fusca – perché dalla stampa si apprende che l’unica soluzione che si intende adottare è provvisoria e non definitiva e consiste nel collettamento temporaneo delle acque reflue che non servirà ad evitare però gli scarichi abusivi a mare".

Il risultato? Ancora una volta, secondo Fusca, il torrente Sant’Anna rimarrà un “potenziale inquinante” anche nella stagione 2025, con "una compromissione dell’ecosistema" che non può essere affrontata "con soluzioni tampone da adottare per 15 giorni del mese di agosto".

"Per una reale produttività economica – aggiunge – la stagione estiva deve poter durare almeno 5 mesi, per come avviene in altre zone costiere della nostra provincia, vedi ad esempio Tropea, Capo Vaticano".

Ma non è l’unico fronte critico. Il responsabile UDC punta il dito anche contro la mancata manutenzione del torrente Antonucci, che – spiega – "è divenuto una fonte inquinante per il mare e per la spiaggia antistante". Anche in questo caso, l’inerzia amministrativa avrebbe costretto il sindaco a emettere "un’ordinanza di divieto di balneazione per un lungo tratto di mare tra Bivona e Vibo Marina, con evidenti ripercussioni sulla stagione turistica".

"Ogni ulteriore commento – conclude – sarebbe superfluo a fronte di due situazioni concrete dalle quali si evince l’incapacità amministrativa. Come è evidente, sia lo scrivente che il partito UDC continueranno senza sosta nella battaglia finalizzata alla tutela del territorio costiero, perché si è convinti che trattasi di una battaglia di civiltà e non già un mero strumento per fare opposizione".

Un’azione che, ribadisce infine Fusca, nasce "dall’interesse verso un territorio, Bivona, e i suoi cittadini che subiscono le conseguenze negative di una politica che, invece di operare per l’interesse collettivo, si perde nei meandri delle contraddizioni e delle false aspettative".