Con preoccupante coincidenza, ogni volta che si avvicina un evento, l’area archeologica del Cofino è vittima di qualche azione di tipo – diciamo così – vandalico.

Infatti, se il primo e più grave atto intimidatorio, quello relativo alla distruzione delle coperture, è stato confermato dalla intercettazioni legate all’operazione Rinascita-Scott, non c’è dubbio che appare preoccupante la sequenza di incendi che puntualmente interessano una delle aree archeologiche di maggiore valore storico oltre che artistico.

E così, anche questo pomeriggio le fiamme hanno raggiunto l’area archeologica del Cofino, evento che accade a pochi giorni dall’appuntamento che il Comune di Vibo Valentia ha programmato per venerdì prossimo, a cura dell’archeologa Mariangela Preta.
Per fortuna il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco del comando provinciale ha impedito il propagarsi delle fiamme all’interno dell’area sacra magno-greca, che questa volta hanno per fortuna solo lambito l’importante sito archeologico.

Da una prima sommaria ricognizione, gli stessi Vigli del Fuoco hanno confermato che l’innesco dal quale è partito l’incendio era all’esterno dell’area, al di fuori della zona recintata e, se da un lato il caldo i oggi ha favorito l’azione di innesco, dall’altro l’assenza di vento ha impedito il propagarsi veloce delle fiamme consentendo agli uomini del Comando provinciale intervenuti di poter agire con azione tempestiva impedendo ben più gravi conseguenze.

Rimane, però, la preoccupante coincidenza che rafforza l’idea che questa importante area archeologica della città debba essere dotata di un sistema costante di videosorveglianza.