Dopo le parole di Beppe Grillo, che aveva fortemente criticato l'ex premier Giuseppe Conte, lo strappo con il M5S sembra sempre più vicino. La sensazione è che l'ex comico, che ha avuto il potere del partito pentastellato fino ad oggi, sia abbastanza restio a fare un passo indietro in favore di Conte, il quale a sua volta sembrerebbe non avere nessuna intenzione di rimanere in una forza politica dove non è ben visto. Ed è così che nelle ultime ore il braccio di ferro sullo statuto tra il leader in pectore e il garante del Movimento, dopo l'intervento show del fondatore dei Cinque stelle alla Camera - riporta l'Ansa - si è trasformato in una frattura grave e forse insanabile: per il fondatore il ruolo del garante è fondamentale, per Conte una "diarchia" sarebbe ostica e insostenibile.

Diversi parlamentari, racconta ancora l'Ansa, descrivono l'ex premier amareggiato e ad un passo dall'addio. Disdetti webinar e interviste, Conte si è chiuso nella sua abitazione romana a riflettere, ma forse - si mormora - ha già deciso e lunedì potrebbe spiegare le sue ragioni. Tra gli eletti del M5S serpeggia grande apprensione e la tensione è alle stelle. I rumors quotano sempre di più la nascita di un partito dell'ex presidente del Consiglio e il conseguente esodo in massa dei parlamentari contiani, soprattutto al Senato. Uno scenario che, se si concretizzasse, avrebbe ripercussioni non secondarie sia sugli equilibri della maggioranza che sostiene il governo Draghi, sia sul ruolo di diversi big pentastellati.

La preoccupazione maggiore, però, riguarda l'alleanza con il centrosinistra anche a livello locale. Ad incrementare il caos, infatti, sono arrivati anche gli scontri intestini sui territori. Alcuni pentastellati di Napoli, disconoscendo l'intesa con il Pd benedetta da Conte sulla candidatura di Gaetano Manfredi, hanno scritto direttamente a Beppe Grillo: "Ti chiediamo di poterci presentare ancora una volta senza alleanze con i partiti politici". E anche in Calabria, dove il M5S è arrivato a un accordo con Pd e LeU, l'intesa sulla candidatura di Maria Ventura è arrivata con la mediazione e il diretto intervento di Giuseppe Conte. Se il M5S rimarrà orfano del suo leader, come deciderà di muoversi? Manterrà fede agli impegni presi o, in virtù di un nuovo capo politico, sarà tutto da rifare? Nei prossimi giorni ne sapremo di più.