Scriveva messaggi inequivocabili alla sua alunna neanche 14enne, tant’è che è stato arrestato con l’accusa di pedopornografia e adescamento di minore. «Te ne sei fregata altamente. Ogni volta che ti scrivo un messaggio o cerco di vederti rischio la gogna e la galera ma questo a te poco importa»: questo il tenore dei messaggi, anche gravi, inviati su Whatsapp. Aveva, dunque, già la sensazione di finire nei guai il docente, residente in un comune dei Nebrodi ma in servizio in una scuola di un altro centro limitrofo.

Nelle 52 pagine che formano l’ordinanza di custodia cautelare siglata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, Ornella Pastore, vengono riportate le chat tra il docente e la bambina, iniziate il 5 luglio ed andate avanti per un mese, ad ogni ora del giorno e della notte. Come riportato dalla Gazzetta del Sud, sono stati calcolati ben 7mila messaggi.

Il tono della conversazione è ben chiaro, come ad esempio in quella del 25 luglio attorno alle ore 16.00: «Quali sono le tue fantasie sessuali, i tuoi sogni erotici, quello che faresti con un uomo?». A questi messaggi la studentessa rispondeva in maniera vaga, in palese disagio e senza mai assecondare le richieste del docente, come quelle di inviargli delle fotografie. In una sola occasione, il 26 luglio sera, c’è stato l’invio di una immagine, alla quale il docente rispondeva: «Non si vede niente, solo un occhio e le labbra». Nel messaggio successivo, dopo aver visto una foto dove la ragazzina appariva vestita, scriveva: «Mi va benissimo, sei cambiata: sei bona».