Regionali in Calabria, Renzi rilancia sul campo largo e attacca Meloni e Occhiuto
Le elezioni regionali calabresi, in programma il 5 e 6 ottobre, si giocano anche su un piano nazionale. A sostenerlo è Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che a Cosenza ha preso parte a un incontro pubblico per sostenere la candidatura di Filomena Greco e, più in generale, la corsa del centrosinistra guidato da Pasquale Tridico.
Renzi ha sottolineato come l’area riformista rappresenti “un valore aggiunto” per la coalizione, capace di riequilibrarla ed evitare derive troppo spostate a sinistra. L’ex premier ha ribadito che lo schema del “campo largo” funziona solo se riesce a coinvolgere le forze moderate: «Se ci si limita a schierarsi tutti a sinistra, non si vince», ha dichiarato.
Non è mancata una stoccata all’ex alleato Carlo Calenda, accusato di cambiare posizione con troppa facilità, e un riferimento al voto nelle Marche del 28 e 29 settembre, considerato una sorta di test in grado di dare slancio anche alla sfida calabrese.
Il leader di Italia Viva ha poi puntato il dito contro il governo nazionale e la giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto: «Domando ai calabresi: state meglio o peggio rispetto a tre anni fa, quando Giorgia Meloni è salita a Palazzo Chigi?». Secondo Renzi, il carovita, il caro scuola e l’aumento dei prezzi dimostrano come le promesse del centrodestra non abbiano trovato riscontro nella realtà.
Parlando della Calabria, Renzi ha definito Occhiuto “la versione locale della Meloni”, criticando la scelta di anticipare le elezioni e sostenendo che la regione abbia bisogno di una svolta: «Per cambiare davvero oggi c’è la candidatura di Pasquale Tridico».
Sul fronte programmatico, l’ex presidente del Consiglio ha ribadito la necessità di rafforzare la sanità e creare opportunità per i giovani, affinché non siano più costretti a lasciare la regione. Ha inoltre rilanciato l’idea di un “reddito di dignità”, misura di sostegno che ricorda le esperienze del reddito di inclusione varato dai governi da lui guidati e poi da Paolo Gentiloni: «Serve aiutare chi è in difficoltà, ma senza bloccare la possibilità di lavorare e costruirsi un futuro qui».
