Un gesto di incredibile leggerezza che ha rischiato di trasformarsi in una tragedia di proporzioni immani. La Polizia Locale di Reggio Calabria, al termine di una meticolosa attività di indagine, ha dato un volto e un nome all'uomo che, nelle scorse settimane, ha provocato un vasto incendio in via Sbarre Inferiori.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti, il soggetto avrebbe gettato all'interno di un cassonetto della raccolta differenziata dei rifiuti contenenti brace ancora ardente. In pochissimi istanti, il materiale ha preso fuoco trasformando i quattro contenitori stradali in una palla di fuoco. L'incendio non ha solo distrutto i bidoni, ma ha generato il panico tra i residenti: le lingue di fuoco hanno infatti annerito la facciata di un palazzo e, cosa ancor più grave, hanno sfiorato le tubature del gas che servono lo stabile, mettendo a repentaglio la vita di decine di famiglie.

A incastrare il responsabile è stata la tecnologia. Una telecamera di videosorveglianza della zona ha ripreso parzialmente la scena, permettendo agli investigatori di isolare la sequenza alfanumerica della targa dell'auto utilizzata dall'uomo. Incrociando i dati del veicolo con le testimonianze raccolte sul posto, gli uomini del Comando Macheda-Marino sono riusciti a chiudere il cerchio.

L'uomo è stato convocato in caserma e, al termine delle formalità di rito, è stato deferito in stato di libertà per il reato di incendio. Il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale ha evitato che le fiamme raggiungessero le condotte del metano, scongiurando un'esplosione.