L’ultimo anno è stato sicuramente difficile per il nostro Paese, ma ci sono dei settori che sono stati colpiti molto più di altri e che rischiano seriamente di non riuscire più a riprendersi dalla crisi che li ha travolti. Parliamo di tutte quelle attività a cui è stata negata la possibilità di aprire al pubblico e dunque di lavorare e che ancora oggi sono costrette ad una chiusura forzata. Tali settori si inseriscono in un quadro che è tutt’altro che confortante per il futuro del nostro Paese: secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio, nel 2020 l’Italia ha perso circa 300 mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi. Di queste, 240 mila circa sono sparite esclusivamente a causa della pandemia.

  • I settori più colpiti dalla pandemia nell’ultimo anno

La situazione attuale è dunque tutt’altro che rosea per l’Italia e in particolar modo per interi settori, che nell’ultimo anno sono stati colpiti troppo duramente. Andiamo però a vedere nel dettaglio quali sono.
  • # Il settore del turismo

Tra i più gravemente danneggiati dalla pandemia troviamo il settore del turismo, che in Italia così come in gran parte del mondo sta ancora subendo enormi perdite per via del Covid. La chiusura delle frontiere, l’impossibilità di viaggiare non solo al di fuori dei confini nazionali ma anche tra le varie regioni hanno letteralmente messo in ginocchio l’intero settore, intorno al quale ruotano molteplici attività. Dal comparto alberghiero a quello della cultura, sono davvero tantissime le realtà imprenditoriali che hanno subito un durissimo colpo dalla sostanziale assenza di turismo che ha caratterizzato l’ultimo anno.
  • # Il settore del gioco e delle slot machine

Altro settore che uscirà fortemente danneggiato dalla pandemia è quello del gioco d’azzardo, che ricordiamo rappresenta un’importante fonte di guadagno non solo per le imprese coinvolte ma anche per le casse dello Stato. Basta prendere ancora una volta i dati ufficiali trasmessi da Confcommercio, che riferisce di ben 5 miliardi di gettito in meno per lo Stato e di 4 miliardi di ricavi in meno per le aziende. La pandemia ha dato dunque il colpo di grazia ad un settore che già era messo a dura prova dai casinò e dai siti di slot online, sempre più gettonati perché ormai sicuri. Basta andare sul sito truffa.net per trovare le piattaforme serie ed autorizzate e non rischiare brutte sorprese, il che fa inevitabilmente perdere l’appeal a casinò fisici e sale slot, tra l’altro ancora chiusi per via del Covid.
  • # Il settore dell’oreficeria

Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, particolarmente danneggiata dalla pandemia è stata l’oreficeria, non solo in Italia. Secondo le stime del World Gold Council, la domanda di gioielli in oro a livello mondiale è scesa nel 2020 a 1.400 tonnellate, registrando una contrazione superiore al 33%. Parliamo di un settore che mostrava segni di crisi già prima del Covid, ma che con la pandemia ha dovuto affrontare delle difficoltà enormi, legate alla chiusura delle fasi distributive, al blocco del turismo e alla sostanziale incertezza che domina nei mercati finanziari.
  • # Il settore della cultura e dell’intrattenimento

Altro settore fortemente danneggiato dalla pandemia è stato quello legato alla cultura e all’organizzazione di eventi. Con la chiusura dei teatri e lo stop a qualsiasi manifestazione con pubblico live, questo è un ambito che non ha potuto cogliere molte vie d’uscita dalla crisi e che ancora sta pagando lo scotto delle restrizioni. Si è cercato di reagire, dove possibile, con l’organizzazione di spettacoli teatrali in streaming ed eventi trasmessi nel web. È tuttavia chiaro che questo non basta per evitare una crisi dell’intero comparto.
  • # Il settore della ristorazione

Arriviamo infine al settore della ristorazione, che è forse stato danneggiato in misura inferiore rispetto agli altri appena visti ma che comunque presenta evidenti segni di crisi per via della pandemia. I proprietari di bar e ristoranti hanno infatti potuto riaprire a singhiozzo e ancora oggi si trovano a dover fare i conti con le spese da sostenere e con l’impossibilità di tornare ad una pseudo normalità. Costretti ad aprire solo per il servizio d’asporto, molti imprenditori hanno alla fine scelto di chiudere la propria attività e di certo non lo hanno fatto a cuor leggero. Nell’attesa di fondi statali mai arrivati o insufficienti per sostenere tutte le spese, purtroppo moltissimi ristoratori oggi sono in grandi difficoltà.

I settori colpiti dalla pandemia in Italia sono molti altri: quelli che abbiamo appena visto rappresentano solo l’esempio peggiore delle conseguenze del Covid nel nostro Paese. Adesso, l’unica via d’uscita è una ripresa incentivata dallo Stato con misure consistenti di sostegno.