In attesa della ripartizione dei fondi prende sempre più forma l’ipotesi che al Vibonese spettino le briciole: circa un milione e mezzo di euro

L'ufficialità dovrebbe arrivare a giorni. Per il 10 febbraio, infatti, è attesa l'ufficializzazione della ripartizione dei fondi, così da capire anche i criteri adottati. Ripartizione - si tratta di 30 milioni di euro che per tre anni saranno assegnati agli Enti in dissesto e pre-dissesto grazie all'emendamento all'ultima finanziaria - che chiama in causa anche la Provincia di Vibo che risulta, infatti, "beneficiaria" dell'emendamento che nelle settimane scorse è stato definito "salva Province". C'è speranza, quindi, anche se prende sempre più forma l'ipotesi che al Vibonese arrivino solo le briciole, e da primi calcoli sembrerebbe che nelle casse vuote dell'Ente potrebbe giungere al massimo un milione e mezzo. Non pochissimo, ma neanche abbastanza, considerata la situazione finanziaria dell'Ente che solo per pagare il dissesto dovrà fare un mutuo di 10 milioni (oltre i mutui per 8 milioni all'anno).

Niglia e CensoreLavoratori e servizi. A preoccupare, poi, il fatto che nonostante le "boccate d'ossigeno" giunte nei mesi scorsi, già il primo stipendio dell'anno dei dipendenti non sia stato pagato e non si sa ancora quale siano le prospettive future. Una situazione, insomma, da leggere attraverso i numeri che, a parte dissesto finanziario e mutui, richiama alla mente i 15 milioni di euro che servirebbero per riequilibrare i bilanci. In tal senso, nei mesi scorsi il presidente Andrea Niglia aveva spiegato che per salvare la Provincia sarebbero serviti 25 milioni. La certezza, quindi, per ora è che questa cifra non arriverà nelle casse e che stipendi e servizi non possono attendere. Perchè se da un lato i lavoratori chiedono le loro spettanze, dall'altro i cittadini invocano strade e scuole più sicure. Come nel caso della Provinciale 23 chiusa da novembre dopo la caduta di massi nel tratto Joppolo-Coccrino e su cui il Consiglio comunale di Joppolo proprio nei giorni scorsi ha chiesto garanzie, rivolgendo un appello al Prefetto. Una delle tante strade al limite, ormai impercorribile che si unisce al lungo elenco di arterie dove il "pericolo" corre giornalmente.

L'assemblea. Per fare il punto Cgil, Cisl e Uil di categoria hanno, quindi, deciso di richiedere un'assemblea sindacale per giorno 8 febbraio dalle 15. All'ordine del giorno, la situazione organizzativa ed economico-finanziaria dell'Ente con particolare attenzione sugli stipendi.

La campagna elettorale. Seppur nei giorni scorsi, quindi, l'annuncio è stato che la Provincia è "salva", sono tanti gli interrogativi che restano. Perchè se anche la campagna elettorale mette tutti di "buon umore" l'attesa è per i fatti: quanti soldi arriveranno alla Provincia? Con un milione e mezzo sarà possibile mantenere servizi e stipendi? Alcuni degli interrogativi, insomma, da parte di quanti delle elezioni non sono preoccupati. Sono preoccupati, invece, dagli stipendi che non arrivano, avendo famiglie da mantenere. E sono preoccupati, soprattutto, i cittadini che pagano le tasse e pretendono servizi e sicurezza.