Droga da New York alla Calabria, sentenza annullata e scarcerato anche un presunto narcos vibonese
Il Tribunale non è competente e cinque presunti narcos calabresi tornano in libertà. E' quanto deciso dalla Corte d'Appello di Reggio Calabria che ha annullato la sentenza con la quale il Tribunale di Palmi aveva condannato il 13 dicembre del 2017 Basilio Caparrotta di Sant'Onofrio, Cosimo Berlingeri di Oppido Mamertina, Domenico Berlingeri di Lamezia Terme, Franco Fazio di Pianopoli, Pino Fazio di Lamezia Terme a pene variabili tra i due e i 17 anni di carcere. Contestualmente i giudici reggini hanno trasmesso gli atti del processo al pubblico ministero di Catanzaro per dare il via a un nuovo procedimento.
Tutto da rifare. Secondo quanto si legge nella sentenza, la Corte ha accolto l'appello presentato dai 5 imputati dichiarando "l'incompetenza per territorio del Tribunale di Palmi". Il processo, scaturito dall'inchiesta denominata "Columbus" va dunque rifatto. In primo grado il Tribunale di Palmi aveva emesso cinque condanne e due assoluzioni. La pena più severa per Franco Fazio, candidato al consigliere comunale di Lamezia Terme alle scorse elezioni amministrative, condannato a 17 anni e 10 mesi di reclusione e 150mila euro di multa. Era stato invece condannato ad 8 anni e tre mesi invece Cosimo Berlingieri di Catanzaro al quale è stata comminata una multa di 27 mila euro. Doveva scontare 9 anni e pagare una multa di 28mila euro Domenico Berlingieri. Otto anni e tre mesi per Basilio Caparrotta, 56 anni di Sant’Onofrio, provincia di Vibo. La pena più lieve per Pino Fazio di Lamezia Terme che era stato condannato a 2 anni di reclusione. Assolti invece Salvatore Caparrotta e Alfonso Santino Papaleo di Lamezia Terme per come aveva tra l’altro richiesto il pm in sede di requisitoria.
Da New York alla Calabria. Il principale imputato nel procedimento “Columbus”, vale a dire Gregorio Gigliotti è stato condannato in America insieme a sua moglie e al figlio. E proprio da una inchiesta che ha avuto come epicentro il ristorante di Gigliotti nel Queens di New York ha preso il via l’operazione “Columbus”. L’Fbi fece irruzione nel locale gestito dal calabrese di Serrastretta, in provincia di Catanzaro, sequestrando oltre 100mila dollari, sei pistole, un fucile, cocaina e marijuana. Con il processo abbreviato sono stati condannati i fratelli Carmine e Francesco Violi, originari di Sinopoli. In America insieme a Gigliotti e alla sua famiglia erano stati condannati il gruppo dei “costaricensi” che forniva la droga.
L’inchiesta. Dalle indagini sarebbe emerso che dietro il titolare del ristorante-pizzeria “Cucino a modo mio” si celava un broker del traffico di droga. L’uomo sarebbe stato infatti in contatto sia con esponenti delle famiglie mafiose newyorkesi sia con personaggi di spicco della ‘Ndrangheta, un cartello della famiglia degli Alvaro, sia con i narcos sudamericani ed, in particolare, quelli del Costa Rica. Il 12 ottobre 2014, il giorno del Columbus Day, gli uomini del Fbi e della polizia italiana hanno bloccato il primo carico di cocaina, proveniente da un porto del centro America e destinato a New York e alla Calabria. Il 7 maggio 2015, infine, scattò l’operazione che portò in carcere 15 persone accusate di narcotraffico internazionale.
Collegio difensivo. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Viscomi, Marchese, Miceli, Larussa, Contestabile, Guerriero, Pisani, Chiappetta.
