"Il Partito democratico non è stato in grado nemmeno di fare una lista a mio sostegno. Per questo ritiro la mia candidatura a sindaco di Crotone". È stato chiaro Gaetano Grillo, 79 anni, nel corso di una conferenza stampa svolta questa mattina in cui ha spiegato il motivo per cui ha deciso di abbandonare la candidatura a sindaco. Grillo avrebbe dovuto essere a capo della coalizione guidata da quella parte del Pd che fa capo a Franco Iacucci. Un’altra parte del Partito democratico invece, quella della segreteria cittadina, ha deciso di appoggiare la candidatura di Danilo Arcuri, sostenuta anche dalle liste che fanno riferimento a Enzo Sculco, ex consigliere regionale ed ex segretario generale della Cisl Calabria.

Come Beppe Grillo. Gaetano Grillo ha dichiarato di essere stato costretto, rispetto al comportamento del Pd, a "imitare il mio omonimo Beppe Grillo, lanciando un vaffa liberatorio". "Il mio Pd - ha spiegato - non ha mai nutrito un grande amore nei miei confronti, non ha esitato affatto a sostituirmi".

Di chi sono le colpe? I colpevoli di questa situazione, afferma Grillo, sono "i vertici del Pd che non sono riusciti a fare neppure una lista". E fa nomi e cognomi: "Vallone e Iacucci, invece di permettermi di formare le liste hanno pensato bene di cercare altri candidati mortificando la mia persona". Spiegando infine di aver riunito i "suoi" valutando anche "di partecipare ad elezioni da soli, ma con tre liste non saremmo potuti arrivare al ballottaggio". E riguardo al futuro, soprattutto di quella parte del Partito democratico fuori dalle elezioni, ha affermato: "Ho lasciato i miei liberi di votare chi vogliono. Io non voterò nessuno dei candidati perché non li ritengo all’altezza di fare il sindaco”.