"Una ferita che continua a sanguinare": il messaggio di Borsellino per Filippo Ceravolo (VIDEO)
"Perdere un fratello ucciso dalla mafia, e non soltanto dalla mafia, è un’esperienza terribile. Una ferita che anche a distanza di trent’anni continua a sanguinare, soprattutto se non c’è ancora giustizia e verità". Con queste parole, Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo assassinato nel 1992 in via D’Amelio, ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia di Filippo Ceravolo, il giovane di Soriano Calabro ucciso il 25 ottobre 2012 in un agguato di ’ndrangheta per un tragico errore di persona.
La lettera, diffusa in occasione del tredicesimo anniversario dell’omicidio, è indirizzata ai genitori del ragazzo e rappresenta un messaggio di solidarietà profonda e di denuncia contro l’indifferenza. «Penso a quanto dev’essere ancora più terribile – scrive Borsellino – per un padre e una madre perdere un figlio di appena 19 anni, strappato via all’affetto della sua famiglia. Filippo non aveva nulla a che fare con la mafia, aveva solo accettato un passaggio da una persona sbagliata».
Nelle righe del fondatore del movimento “Agende Rosse” emerge il dolore per una ferita che non si rimargina e la rabbia per la lentezza della giustizia. "I suoi genitori devono affrontare ancora oggi l’indifferenza dello Stato e della gente – denuncia Borsellino – mentre alcuni dei suoi assassini sono ancora liberi, qualcuno ancora ride di questo dolore".
La famiglia Ceravolo, da tredici anni impegnata nel tenere viva la memoria del giovane e nel chiedere verità, ha ricevuto numerosi attestati di solidarietà da tutto il Paese. Filippo, ricordato da tutti come un ragazzo onesto e gentile, è divenuto negli anni simbolo di una Calabria che non vuole più piegarsi alla violenza della criminalità organizzata.
CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO
