Oggi vi raccontiamo tre belle storie con protagonisti Francesco Solano, Carmela Crupi e Antonino Ioppolo, i tre ultracentenari della comunità miletese

Questa è la storia di tre custodi di un passato ricco di valori, di protagonisti silenziosi di un’epoca che li ha visti camminare sulle strade del mondo, senza mai lasciarsi travolgere dalle mode e dalle luci effimere della società dei consumi. Tre cittadini semplici di una Mileto colta e gioviale, ironica e dolorosamente inquieta.


Storie ultracentenarie. Francesco, Carmela e Antonino sono stati negli anni i testimoni della guerra folle, della strage di Carasace in cui persero la vita numerosi cittadini inermi tra cui alcuni bambini, della miseria degli anni bui del dopo, della vita e delle opere di Natuzza Evolo, dell’insediamento di sei vescovi (Giuseppe Morabito, Paolo Albera, Enrico Nicodemo, Vincenzo De Chiara, Domenico Tarcisio Cortese e Luigi Renzo) e di numerosi sindaci, tra cui lo storico e scrittore Carmine Naccari e il leggendario Attilio Pata, già vicepresidente del Milan ed esponente di primo piano del gotha imprenditoriale della Milano da bere.


Zio Francesco. Francesco Solano, il più anziano dei tre ha compiuto 102 anni nel maggio scorso. Zio Francesco, che in città è conosciuto e benvoluto da tutti, ha lavorato per diversi anni in qualità di amministratore in alcune aziende agricole locali. Per tantissimi anni e fino a qualche a poco tempo fa è stato visto spesso in sella alla sua bicicletta, sia lungo le strade di Mileto che lungo la statale 18, soprattutto in direzione del cimitero di Paravati dove si recava spesso a rendere visita ai suoi defunti e, in particolare, ad uno sei suoi figli che è venuto a mancare giusto qualche anno fa e al quale era particolarmente legato. Cortese e sorridente in ogni occasione Francesco Solano è stato e continua ad essere ancora oggi per tutti e soprattutto per i numerosi parenti un punto di riferimento.


Nonna Carmela. Carmela Crupi ha compiuto 102 anni ai primi di novembre. Attualmente vive nella casa di riposo “Villa Serena” di Mileto dove ogni anno viene festeggiata da parenti ed amici. Zia Carmela ha trascorso quasi tutta la sua vita a Paravati dove per oltre tre quarti di secolo si è dedicata alla coltivazione dei campi, prima insieme al marito Bruno Anile, morto diversi anni fa, e poi da sola per dare un futuro ai propri figli. Tutti oggi a Paravati, prima che trovasse ospitalità nella casa di riposo, ricordano il viso antico e dignitoso di Carmela Crupi, il suo rosario sempre stretto tra le mani, le sue preghiere a Dio e alla Madonna, il suo sguardo curioso e affettuoso verso le persone che si trovavano a passare davanti alla sua casa, lungo la via Umberto, a pochi passi della chiesa dell’Addolorata. Impossibile per chiunque sfuggire ai suoi ricordi antichi, in particolare sulla Paravati del tempo che fu e sui personaggi che la popolavano.


Centro primavere. Il più giovane dei tre è Antonino Ioppolo che ha compiuto 100 anni nei giorni scorsi. Una vita la sua spesa per la famiglia e in particolare per i figli e i numerosissimi nipoti e pronipoti. Oggi nonno Antonino ha più di un acciacco ma la sua mente è ancora lucida, tant’è che ricorda alla perfezione la Mileto di una volta, le vicende legate alla seconda guerra mondiale e in particolare la partenza per il fronte. Zio Antonino, che per oltre tre quarti di secolo si è occupata la coltivazione dei campi, conserva ancora nel suo cuore il ricordo della moglie Fortunata Scalamandrè morta a 91 anni e la figlia Francesca scomparsa giovanissima nel 1987. Ricordare l’esempio di vita dei tre vegliardi, segnata costantemente dai valori della famiglia, del lavoro e della semplicità oggi fa bene al cuore e allo spirito. (var)