"Delle due l’una o si è mistificata volutamente la realtà delle cose o non si è compreso quello che è stato fatto. Va pertanto fatta chiarezza, da qui le seguenti doverose precisazioni per evitare che passino nella comunità messaggi distorti e non aderenti alla realtà". Così in una nota l'assessore al Bilancio del Comune di Vibo Maria Teresa Nardo, in merito all'aumento del 20% della Tari, la tassa sui rifiuti. "Sia chiaro - spiega la Nardo - che nell’ultimo Consiglio comunale non si è ancora proceduto a nessun adeguamento tariffario né all’approvazione di nessun aumento, tanto che per l’anno 2020 sono state confermate le tariffe dell’anno 2019".

"Esista una normativa che i Comuni devono rispettare". "Vi è infatti un grossolano errore di fondo - continua ancora l'assessore al Bilancio - in chi parla di un indiscriminato aumento effettuato da questa Amministrazione, poiché si omette di riferire dell’esistenza di una normativa a carattere nazionale alla quale tutti i Comuni sono obbligati ad adeguarsi entro il 31 dicembre 2020. In particolare si ignora che il Governo - nonostante le pressanti richieste provenienti dall’Anci che ha più volte sottolineato l’opportunità di una proroga dell’applicazione della suddetta normativa stante il particolare momento pandemico - ha stabilito per tutti i Comuni l’adozione di metodologie uniformi sull'intero territorio nazionale per il calcolo del costo del servizio di igiene urbana che ovviamente inciderà sulle tariffe". Le metodologie di calcolo, che possono quindi portare ad un aumento, "sono dettate da Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti)" e sono quindi indipendenti dal Comune.

Ecco come nasce il "probabile" aumento della Tari. Per arrivare alla definizione del Pef (Piano economico finanziario, ndr) relativo al costo del servizio, "Arera - sulla base di una direttiva nazionale - ha stabilito con precisione quali sono i costi da inserire nel Piano economico finanziario e a quale esercizio finanziario debbano fare riferimento. Precisando ancora che, sempre secondo la direttiva nazionale, "per le tariffe dell’anno 2021 bisognerà fare riferimento al PEF dell’anno 2020 (da approvarsi - per come è stato fatto - obbligatoriamente entro il 31 dicembre di quest’anno) che contiene i costi effettivamente sostenuti per il servizio nell’anno 2018. Anno nel quale tutti i Comuni i calabresi hanno registrato un notevole incremento tariffario derivante da generali distorsioni del sistema. Da qui la probabile previsione di un aumento tariffario per gli anni a venire".

"Facili e semplicistici commenti" e "avventate conclusioni". Insomma, spiega l'assessore, "un meccanismo in base al quale il calcolo della tariffa per l’anno 2021, in definitiva, deve fare riferimento ai costi sostenuti nell’anno 2018 che registra una elevata spesa storica". "Il sistema è temporaneo per poi passare -in una logica di generale uniformità di sistema - ad una determinazione dei costi standard in tutta Italia. Da quanto sopra si evince - conclude Maria Teresa Nardo - quanto sia imprudente avventurarsi in facili e semplicistici commenti e avventate conclusioni, caratterizzate da superficialità e luoghi comuni di cui la comunità non ha di certo bisogno soprattutto in questo momento".