Brosio ai sindaci del Vibonese: "Stabilizzate i tirocinanti Tis"
Un appello accorato rivolto alle amministrazioni comunali e, in particolare, alla Provincia di Vibo Valentia, affinché si attivino al più presto per la stabilizzazione dei tirocinanti TIS (Tirocini di Inclusione Sociale). A lanciarlo è Nicola Brosio, segretario provinciale di “Noi Moderati”.
«In qualità di segretario provinciale – afferma Brosio – rivolgo un forte invito alle amministrazioni che ancora non l’hanno fatto ad aderire alla procedura di stabilizzazione dei TIS, come previsto dal D.D.G. n. 12824 del 18 ottobre 2019, e al reclutamento tramite la procedura prevista dall'articolo 16 della Legge 56/1987».
Nel mirino del segretario c’è soprattutto l’ente intermedio: «In modo particolare – prosegue – un accorato appello è rivolto al presidente della Provincia Corrado L’Andolina, che ha nelle mani il futuro di ben 34 di questi soggetti, a cui, a quanto sembra, non ha dato alcuna rassicurazione di stabilizzazione».
Brosio sottolinea come il numero dei tirocinanti sia già stato ridotto: «La DGR n. 581 del 24 ottobre 2024 ha previsto misure di accompagnamento per la chiusura dei percorsi di tirocinio dei soggetti che hanno compiuto 60 anni. Successivamente, con la nota prot. n. 265231 del 18 aprile 2025, la Regione Calabria ha avviato una procedura per gli enti pubblici interessati alla stabilizzazione a tempo indeterminato dei tirocinanti, garantendo un contributo pari a 40.000 euro per ciascun lavoratore assunto, somma erogata fino al 2029».
E non è tutto. «Di recente – spiega ancora Brosio – la Regione ha innalzato il contributo per ogni stabilizzazione a 54.000 euro. Un incentivo straordinario, che rende l’assunzione di questi lavoratori non solo conveniente, ma praticamente a costo zero per gli enti locali, grazie anche alla deroga ai vincoli assunzionali prevista dalla Legge di Bilancio 2024».
Il segretario dei Moderati ribadisce l’importanza strategica della misura per l’intero territorio: «Questi lavoratori sono già pienamente integrati negli organici degli enti e svolgono mansioni fondamentali in un’epoca di drastico ridimensionamento del personale. I pochi costi rimasti a carico dovranno essere affrontati dopo il 2029, quando molti dipendenti andranno in pensione. In più, molti dei tirocinanti sono già in età avanzata e quindi prossimi alla pensione».
Infine, un appello alla responsabilità: «Ritengo non si possa perdere un’occasione del genere, specie in un territorio degradato come il nostro, dove anche un piccolo stipendio – di circa 700 euro al mese – rappresenta linfa vitale per frenare l’incedere di una povertà sempre più diffusa».
