Evasione dagli arresti domiciliari nel Vibonese, assolto presunto boss di Zungri
Il pubblico ministero aveva richiesto un anno e mezzo di reclusione ma per il giudice non c'è stata alcuna evasione: "Era a lavoro nei campi"
Il Tribunale di Vibo Valentia ha assolto Giuseppe Antonio Accorinti, ritenuto dagli inquirenti come il presunto boss di Zungri, difeso dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Adele Villone, dal reato di evasione. L’imputato, ristretto agli arresti domiciliari, doveva recarsi ad un’udienza, ma i carabinieri non riuscivano a reperirlo né a casa né nei luoghi dove era stato autorizzato ad esercitare attività lavorativa. I carabinieri pertanto procedevano alla denuncia per il reato di evasione. Il pm, all’udienza odierna chiedeva che venisse riconosciuta la responsabilità penale dell’imputato ed avanzava una richiesta di anni 1 e mesi 6 di reclusione.
La difesa, dopo l’escussione del testimone, ha rilevato, in sede di discussione, come non sia stata dimostrata, nel corso dell’istruttoria dibattimentale, la volontà da parte dell’imputato di rendersi irreperibile, essendo emerso, infatti, nell’ambito della medesima, che i terreni nei quali Accorinti svolgeva attività lavorativa erano più di uno, nonché di vasta estensione, per cui vi è la probabilità che, sebbene l’Accorinti, quel giorno, si fosse regolarmente recato al lavoro, gli operanti non l’abbiano visto. Nonostante la richiesta, da parte del pubblico ministero, della condanna a un anno e mezzo di reclusione, il giudice monocratico Rosamaria Luppino ha assolto l’imputato.
