Le vittime sono consumatori sempre più giovani. I carnefici hanno un nome in codice: NPS, ossia le migliaia di nuove sostanze psicoattive assunte negli assortimenti più svariati e con la fluidità con cui si amalgama la musica remixata dai dj. La ‘spalla’ dei carnefici è un fenomeno che ha preso piede negli ultimi 5 anni: lo sballo in farmacia, acquisto di oppioidi venduti normalmente ma consumati in quantità elefantiache per ottenere gli stessi effetti delle sostanze di abuso.
Uno sballo , sia chiaro, agevolato anche dalla facilità con cui si acquista online, per esempio da un sito immobiliare di Teheran in persiano che, con il clic giusto, si trasforma in catalogo inglese di qualunque droga da comprare per poi ricevere il ‘prodotto’ sul divano di casa. Sono questi tre soggetti (giovani, NPS e farmaci) a comporre la triste istantanea dell’Italia della droga, anno 2020.

Dipendenza , alterazione, allucinazione o delirio e propensione alla violenza sono gli effetti riscontrati nei nuovi tossici, come purtroppo la cronaca di sempre più giovani coinvolti in incidenti stradali ed episodi di criminalità testimoniano. Non solo. Chiunque lavori in uno dei Dipartimenti per le politiche antidroga può confermarlo: mai come oggi i tossicodipendenti hanno problemi sistemici, sviluppano malattie mentali, con il cervello colabrodo. Se il boom di eroina negli anni ‘70 portò alla devastazione del tessuto sociale e allo sviluppo di macrocriminalità (gang di spacciatori) e microcriminalità (eroinomani alla ricerca perenne dei soldi per farsi una pera), l’invasione delle NPS ha fatto molti più danni della regina della droga quanto a malattie psichiatriche.

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