"Al netto dei diverbi politici, nelle risposte del consigliere regionale Mirabello, prima, e dello stesso presidente Oliverio, dopo, ci sono alcune considerazioni interessanti sulla vertenza Italcementi di Vibo Marina". E' quanto sostiene, attraverso una nota, la Cgil provinciale di Vibo Valentia."E, visto che, una volta tanto, veniamo sorpassati sulle nostre stesse proposte, elaborate e contenute, nel piano Nomisma per la riconversione del sedime, sarebbe il caso di convocare con urgenza, prima della venuta di Heidelberg in Calabria, una riunione in regione con le proposte e gli attori interessati. Perché, pur avendo due percorsi industriali diversi da seguire tra Castrovillari e Vibo, c'è il denominatore comune della proprietà aziendale, nonché qualche dettaglio occupazionale, di non poco conto, rimasto ancora in sospeso con la vecchia società di Italcementi, per una dozzina di lavoratori non del tutto espulsi dal processo produttivo".

"La nuova società - affermano dalla segreteria - ha acquisito un consistente pacchetto azionario, diventando in solido responsabile di tutto quanto rimasto, anche su Vibo Marina. Heidelberg Cement, oggi, non è soggetto terzo nella discussione della sua proprietà vibonese e di quello che bisogna fare sulla stessa per riconvertire il sedime. Va da sé, quindi, come diventa prioritario un progetto condiviso sulla riconversione da sottoporre al loro interesse o comunque alla loro volontà, perché con o senza la nuova proprietà dobbiamo avere le garanzie che il sito di Vibo Marina venga ripristinato in funzione dei nuovi interventi produttivi. Se così non sarà stiamo ancora ai tempi di Godot ed alla stessa classe dirigente che cambia colore per non cambiare spessore".