Nell'agosto scorso, l'Azienda Ospedaliera di Cosenza ha avviato un'indagine sui compensi e gli emolumenti non dovuti erogati a cinque dei suoi dipendenti. La segnalazione delle irregolarità è stata fatta dal responsabile del settore economico previdenziale, Renato Mazzuca, al commissario dell'Azienda Ospedaliera, Vitaliano de Salazar. Le anomalie rilevate riguardavano pagamenti relativi a indennità per lavoro notturno, prestazioni in giorni festivi e ore straordinarie che non erano mai state effettuate. Inoltre, i record di timbratura con il badge dimostravano che in quei giorni ed in quegli orari specifici i dipendenti non erano presenti.

Dopo aver ricevuto una relazione dettagliata, riporta la Gazzetta del Sud, la Direzione generale dell'Azienda Ospedaliera ha avviato un procedimento disciplinare e ha trasmesso tutta la documentazione rilevante alla Procura di Cosenza, diretta da Mario Spagnuolo, che ha avviato un'inchiesta. A tal fine, ha inviato sul luogo gli investigatori finanziari del comando provinciale, coordinati dal colonnello Giuseppe Dell'Anna. Questi investigatori hanno scoperto che i cinque dipendenti avevano ricevuto compensi non dovuti per importi significativi: 101.000 euro, 66.903 euro, 26.665 euro, 42.159 euro e 7.825 euro. Sorprendentemente, tra i beneficiari c'era persino un consigliere comunale - secondo la stampa bruzia si tratta di Roberto Sacco - che aveva incassato indebitamente 42.159 euro in indennità.

Le indagini condotte sia dall'Azienda Ospedaliera che dai finanzieri hanno consentito di identificare il colpevole che aveva manipolato i dati retributivi. Questa persona è risultata essere un assistente tecnico dell'ufficio risorse umane - sezione economica previdenziale, che ha utilizzato la propria password e il codice fiscale, lasciando tracce evidenti nel sistema informatico. Di conseguenza, la Procura di Cosenza ha aperto un'inchiesta per truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita.

I cinque dipendenti coinvolti rischiano la sospensione e il successivo licenziamento, come confermato dal commissario de Salazar.