È pronto a cospargersi di benzina e darsi fuoco davanti al Tribunale di Vibo il testimone di giustizia Pietro Di Costa che continua a chiedere di essere inserito nel programma di protezione alle autorità competenti: ministero dell'Interno, prefetto, Procura e presidenza della Commissione parlamentare antimafia. Lo scrive questa mattina la Gazzetta del Sud. Di Costa vive ormai in condizioni di disagio, è stato sfrattato perchè non più in grado di pagare fitto e bollette e pretende di essere inserito nel programma di protezione.

"Ho scelto di vivere nella legalità - ha tuonato il testimone di giustizia - e per questo mi sento in pericolo di vita. Dopo le denunce degli orrori al cimitero mi sento ancora più sotto tiro. Lo Stato mi ha abbandonato mettendo a rischio la mia vita e quella dei miei familiari".