Una fitta rete di favori, passaggi di denaro all'ombra dei faldoni d'ufficio e una gestione privatistica della macchina amministrativa. È questo il quadro della nuova bufera giudiziaria che ha travolto il settore Grandi Opere del Comune di Reggio Calabria. L'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Pina Porchi su richiesta dei pm Walter Ignazzitto e Fabio Regolo (sotto il coordinamento del procuratore Giuseppe Borrelli), delinea un meccanismo oliato in cui i progetti pubblici — tra cui la riconversione dell'ex cinema Orchidea tramite fondi Pnrr e la gestione dei rifiuti cimiteriali — venivano piegati a interessi personali.

Le misure cautelari hanno colpito quattro persone. Dietro le sbarre è finito il geometra comunale Arturo Arcano (63 anni), ritenuto dagli inquirenti il vero motore immobile della spregiudicata gestione burocratica. Ai domiciliari si trovano invece il collega della struttura comunale Giancarlo Cutrupi (61 anni), l'amministratore della Ecolog Demetrio Cama (51 anni) e il ventisettenne Antonino Ottaviano Scopelliti, alla guida della AS Costruzioni.

L'occhio elettronico degli investigatori

Le prove più schiaccianti che hanno convinto il giudice a firmare i provvedimenti restrittivi non arrivano solo dai tabulati, ma dai video registrati in tempo reale all'interno del Cedir (Torre 4, quarto piano). Gli uffici pubblici erano stati messi sotto osservazione totale da parte delle forze dell'ordine con microspie e telecamere nascoste.

Nelle motivazioni del gip, l'efficacia di questi strumenti viene descritta chiaramente: «Le videoriprese hanno consentito di registrare “in diretta” la consegna del denaro dal privato cittadino al pubblico ufficiale quale controprestazione dell’atto dell’ufficio».

I passaggi di denaro immortalati sono diversi. Il primo risale alla mattina del 2 maggio 2025, quando Scopelliti viene visto consegnare un blocco di banconote ad Arcano dopo aver chiuso la porta della stanza. Ma la tecnologia ha catturato anche i suoni della corruzione. Il successivo 5 giugno, i microfoni ambientali registrano una scena quasi cinematografica, annotata così dagli inquirenti: «Arturo Arcano rientra in ufficio. Si sente solo il rumore cartaceo delle banconote che Arcano sfoglia, conteggiandole».

Il prezzo della burocrazia: "Portami duemila euro"

Il fulcro dell'attività illecita emerge con chiarezza nella giornata del 22 maggio 2025. Al centro della discussione c'è lo sblocco dei pagamenti per il terzo Stato Avanzamento Lavori (SAL) del cantiere dell'ex cinema Orchidea.

Pochi minuti prima che l'imprenditore entri fisicamente nell'ufficio del geometra, i due si coordinano al telefono. È in questo momento che, a fronte delle rassicurazioni sull'iter del mandato di pagamento, scatta la richiesta esplicita della tangente.

Ecco la trascrizione integrale del dialogo captato dalle spie elettroniche:

ARCANO Arturo: «Che stanno facendo, eh, tutto, anzi forse l’hanno pubblicata, aspetta un attimo… però, anche se ti fa il mandato oggi, prima di lunedì non c’è CONSIGLIO, rientra lunedì mattina… non andrà in banca prima di lunedì…»

SCOPELLITI Antonio: «No ma non c’è problema…»

ARCANO Arturo: «No in settimana i soldi li prendi, solo che io… te l’ho detto oggi… almeno 2.000 (duemila) euro quanto che mi caccio qualcosa…»

Pochi istanti dopo, alle 12:05, le telecamere registreranno l'ingresso del giovane imprenditore nella stanza di Arcano per formalizzare l'accordo. Un incontro durato appena sette minuti, ma sufficiente per blindare l'impianto accusatorio della Procura.