Esami avvocato, il Coa di Catanzaro lancia la proposta: "Si passi direttamente agli orali"
Migliaia di giovani praticanti avvocati sull’intero territorio nazionale rischiano di veder rinviata a chissà quando la data di correzione degli elaborati sostenuti a dicembre 2019 e l’eventuale ammissione agli esami orali a causa dell’emergenza Coronavirus. Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro in un documento vergato dal presidente Antonello Talerico e dal consigliere delegato Amalia Garzaniti lancia la proposta di ammettere tutti i partecipanti alle prove scritte di avvocato per la sessione 2019-2020 direttamente alla prova orale, "senza correzione di quelle scritte), anche in modalità telematica. Nel documento indirizzato al presidente del Consiglio dei ministri, al ministero della Giustizia, al Consiglio Nazionale Forense, all’Organismo Congressuale Forense, al Consiglio degli ordini, alle Unioni forensi, il Coa di Catanzaro prende atto dell’articolo 102 del decreto “Cura Italia” che ha già previsto, a causa del Covid-19, che il tirocinio e la valutazione di idoneità per la laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, diventino abilitanti, venendosi così ad abolire l’esame di Stato per la professione medica. “Decisione che per ragioni di equità occorrerebbe estendere anche agli altri laureati con laurea magistrale, che risultino idonei per le competenze dimostrate nel corso del tirocinio svolto ed in particolare ai partecipanti all’esame di avvocato nella sessione 2019, pur nel pieno rispetto di taluni criteri selettivi (prova orale).
Alcune misure in favore dei giovani praticanti avvocati sono state già adottate, mediante l’articolo 5 comma 3 del decreto scuola, e riguardano la positiva valutazione del semestre di pratica ricadente nel periodo emergenziale di sospensione delle udienze e la riduzione da 18 a 16 mesi della pratica forense per i neolaureati che conseguono il titolo entro il 15/6/2020. Attese le obiettive difficoltà organizzative per lo svolgimento regolare dell’esame di avvocato per la sessione 2019/2020, dovute a forza maggiore, come può considerarsi l’attuale stato emergenziale, si legge nel documento, sarebbe opportuno adottare soluzioni che siano improntate a criteri di trasparenza, snellimento e semplificazione e nel contempo non penalizzino l’accesso dei giovani praticanti alla professione forense ed al mondo del lavoro per fatti a loro non imputabili”. Il Coa prende atto che in sede di conversione in legge del decreto Cura Italia il gruppo Forza Italia della Camera dei Deputati ha presentato un emendamento per modificare le modalità di svolgimento dell’esame di abilitazione alla professione forense, prevedendo che “ le materie e competenze oggetto di valutazione nelle prove scritte saranno valutate nell’ambito e secondo i criteri della prova orale. Fermo quanto previsto per la prova orale, ai fini del positivo superamento dell’esame il candidato dovrà riportare almeno la sufficienza in due delle valutazioni relative alle materie e competenze in questione. Il tutto sarà possibile grazie ad una riorganizzazione delle Commissioni incaricate della valutazione delle prove orali su tutto il territorio nazionale”.
E con delibera ha invitato il Consiglio Nazionale Forense e l’Organismo Congressuale Forense, “ad adottare quanto necessario in tutte le opportuni sedi istituzionali affinchè in sede di conversione in legge del decreto Cura Italia venga approvato l’emendamento relativo allo svolgimento dell’esame di abilitazione alla professione forense, e, quindi venga previsto, in via eccezionale che tutti i partecipanti alle prove scritte di avvocato per la sessione 2019 vengano ammessi direttamente alla prova orale".
