Autonomia differenziata, i sindaci contro Anci Calabria
"Poiché è passata infruttuosamente la settimana che doveva servire a trovare una sintesi per un documento unitario dell'Anci sull'autonomia differenziata, riteniamo inutile una nostra partecipazione al Consiglio convocato dalla presidente Succurro. Che peraltro, contravvenendo a un impegno che aveva assunto a Lorica, non ha inteso consultare i sindaci promotori dell'appello 'UnasolaItalia'".
"È evidente - sostengono adesso nella nota - che l'Anci calabrese non ha nessuna intenzione di chiedere il referendum abrogativo della legge Calderoli . La proposta della presidente Succurro di istituire un osservatorio sull'autonomia differenziata è praticamente una fotocopia della proposta di Forza Italia. Un modo elegante di non prendere posizione e consentire comunque l'attuazione della riforma. Mai nella sua storia l'Anci Calabrese si era piegata così al potere regionale e nazionale. Ci addolora constatare che l'Anci calabrese non tiene conto della posizione di 130 sindaci, tra cui tutti quelli dei Capoluoghi e delle principali città, rappresentativi di un milione di cittadini calabresi".
"Noi - concludono i sindaci dei comuni capoluogo - andiamo per la nostra strada e proseguire nella nostra battaglia. Non è tempo di mediazioni al ribasso, di tattiche dilatorie.
Fortunatamente ci hanno pensato le Regioni Sardegna, Campania, Puglia, Emilia Romagna e Toscana a chieder il referendum e se questo non bastasse raccoglieremo mezzo milione di firme. Anci Calabria resti alla finestra e giri pure le spalle al popolo calabrese".
