La protezione della persona fragile nell'ordinamento penale: il volume
Il volume di Claudia Carioti affronta con competenza e chiarezza alcune tematiche riguardanti le persone vulnerabili
di VINCENZO VARONE
Chiarezza espositiva e notevole competenza nel trattare un argomento delicato e complesso qual è appunto la tutela del minore nell’ordinamento penale. E’ quello che emerge dal volume “La protezione della persona fragile nell’ordinamento penale”, che Claudia Carioti, giovane e appassionata studiosa di diritto, con laurea in giurisprudenza all’università “La Sapienza” di Roma, ha dato alle stampe per la “Kei editori”.
Uno studio attraverso il quale l’autrice, che dimostra di saper maneggiare non solo i codici ma anche la penna, affronta alcune delle tematiche riguardanti la tutela della persona vulnerabile e che oggi vanno per la maggiore e che sono spesso oggetto di dibattitto. Un lavoro che riesce pagina dopo pagina a coinvolgere e ad interessare il lettore e che sicuramente risulterà prezioso per quanti intendono addentrarsi in questa materia.
Il volume, sabato 29 aprile, alle ore 16,30, sarà presentato a Vibo Valentia presso il Polo culturale Santa Chiara. Interverranno oltre all’autrice il magistrato Giarcarlo Bianchi e il dirigente scolastico Raffaele Suppa. A moderare i lavori sarà Gilberto Floriani, direttore del Sistema bibliotecario vibonese, promotore dell’iniziativa in collaborazione con la casa editrice nell’ambito del cartellone “Il maggio dei Libri”.
L'autrice. “Il mio tentativo di studio - spiega l’autrice nella presentazione del suo lavoro - è volto a condividere taluni quesiti su argomenti problematici riguardanti la persona fragile”, in quanto “il mondo del minorenne e della persona vulnerabile si scontra inevitabilmente con i principi generali del diritto penale, con le tutele in favore della vittima di reato e, al contempo, con il diritto dell'imputato ad un giusto processo.
La delicatezza della situazione - continua Carioti - per un verso, vede il bambino vittima di reato, al quale - una volta convocato per essere sentito nell'ambito di un procedimento penale, seppure con delle modalità protette - è chiesto di ricordare un momento traumatico del suo vissuto, rischiando di divenire per una seconda volta vittima e, per un altro verso, la posizione dell’imputato (spesso un prossimo congiunto) che inizia a vivere uno stato di sofferenza già dalla notificazione della notizia di reato perché l’avvio di un procedimento penale, indipendentemente dall'esito assolutorio o di condanna (che tarderà ad arrivare), è già una pena per un innocente”.
Lo studio. L’autrice del volume osserva inoltre che lo studio di quasi tutte le problematiche trattate nel volume “si scontra inevitabilmente con il quadro delle fonti sovrannazionali e, di conseguenza, con gli orientamenti, soprattutto, della giurisprudenza europea”. Da qui la necessità “di domandarmi, sin dai primi capitoli, chi sia oggi la persona fragile e come venga tutelata dalle norme non solo penali, se sia portatrice di un interesse o di un diritto soggettivo, se è qualificabile come soggetto passivo del reato, in quei casi nei quali non detiene l’esercizio del diritto di querela.
Come già anticipato, si tratta conclude Carioti - di un mero tentativo di risposte in una materia oggi molto attenzionata dal legislatore e dalla giurisprudenza interna e sovrannazionale”. Un lavoro che contribuirà sicuramente ad arricchire una materia dalle tante sfaccettature dove le leggi devono giocoforza fare i conti con un mondo fragile e indifeso dove i vari attori devono avere la capacità di saper far coniugare il rispetto della legge con il rispetto della persona.
