Le perplessità riguardano l'assenza di una garanzia sull'esclusività delle funzioni in materia di famiglia e di minori in capo ai magistrati delle sezioni

I magistrati del Tribunale per i Minori di Catanzaro assieme ai colleghi delle Camere minorili di Cosenza, Paola, Lamezia Terme, Catanzaro, Reggio Calabria e Locri sono scesi in piazza per manifestare la loro contrarietà al disegno di legge delega per la Riforma del Processo civile che sancirebbe la soppressione del Tribunale per i minori. Le perplessità riguardano la dispersione di professionalità consolidate e l'imposizione di una cultura ispirata all'intersecazione di categorie giuridiche con il sapere psico-sociale, l'assenza di una garanzia sull'esclusività delle funzioni in materia di famiglia e di minori in capo ai magistrati delle sezioni i quali possono essere chiamati a trattare anche materie estranee (proprietà, condominio, obbligazioni, società). Da ciò discenderebbe la residualità della materia della famiglia e dei minori e si rischierebbe anche solo culturalmente che i principi del rito contenzioso siano applicati schematicamente anche al rito minorile, che non può essere caratterizzato da un'alta dose di officialità per sopperire all'incapacità di agire della persona minorenne. La proposta avanzata dai magistrati è quella di sopprimere la legge di riforma, attualmente in discussione al Senato, per consentire una maggiore riflessione e la rielaborazione e l'approvazione di un diverso atto normativo.

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