Prenderà il via il prossimo 28 aprile il processo a carico delle 11 persone rinviate a giudizio dal gup Francesco De Nino nell'ambito di un'inchiesta su una presunta associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di prescrizioni mediche e alla truffa ai danni dell'Asp di Catanzaro. Secondo l'accusa, gli imputati avrebbero agito in concorso presentando false prescrizioni per la fornitura di ausili e protesi sanitarie, inducendo in errore i funzionari del Distretto socio-sanitario lametino.

In particolare, tale meccanismo avrebbe garantito un ingiusto profitto alla ditta “Ortopedia Gallo” di Luca Gallo e alla ditta “Sofia Sanitaria Ortopedica” di Vincenzo Morello, ottenendo rimborsi per dispositivi mai prescritti per un valore complessivo di 276mila euro. La Procura ha individuato i ruoli della presunta associazione coinvolgendo medici, imprenditori e collaboratori.

Vincenzo Torcasio, titolare di fatto della “Sofia Sanitaria Ortopedica”, avrebbe coordinato la gestione delle pratiche; Luca Gallo (titolare dell'omonima ortopedia), Vincenzo Morello (titolare formale della “Sofia Sanitaria Ortopedica”) e Daniele Morello (factotum della stessa ditta) avrebbero messo a disposizione capitali, infrastrutture e mezzi. Le dottoresse Chiara Cantafio e Maria Loredana Bonacci, medici specialisti, sono accusate di aver prescritto o sottoscritto le false ricette. Il compito di procacciare nuovi pazienti a cui intestare le prescrizioni sarebbe spettato ad Antonio Sesto, Sergio Sestito e Michelangelo Nosdeo, oltre ad Antonio Anania, al quale si contesta di aver agito anche senza le dovute visite preventive o collaudi. Infine, Angelo Michele Nosdeo avrebbe avuto il ruolo di eludere i controlli dell’Asp presso il domicilio dei falsi pazienti.