'Ndrangheta: omicidio Curcio, i Gagliardi tornano in libertà per il "Ne bis in idem"
Arrestati la scorsa settimana a seguito delle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Pulice e accusati di aver partecipato all'omicidio Curcio
Il gip distrettuale di Catanzaro, in accoglimento delle istanze degli avvocati Giuseppe Zofrea e Antonio Larussa, e Nicola Veneziano, ha rimesso in libertà i due cugini Bruno Gagliardi, uno di 42 e l'altro di 50 anni, arrestati la scorsa settimana dalla squadra mobile di Catanzaro perché ritenuti complici dell'omicidio di Gennaro Curcio, avvenuto nel 1995 a Nocera Terinese. Il pentito Gennaro Pulice, autoaccusatosi dell'omicidio aveva poi puntato il dito contro i due cugini che, secondo le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia, avrebbe garantito la buona riuscita della spedizione di morte. I legali hanno fatto valere il principio del "Ne bis in idem", portando quindi dinanzi al gip il giudizio di assoluzione già pronunciato nel processo celebrato con il rito abbreviato nel 2003. In quell'occasione i due cugini non furono ritenuti colpevoli, così come era stato arrestato e poi prosciolto nel 1995 davanti al Tribunale dei minori di Catanzaro l’allora 17enne Gennaro Pulice, oggi collaboratore di giustizia. Bruno Gagliardi, 42 anni rimane comunque detenuto in carcere per reati contestati in altre inchieste.
