di FEDERICA TOMASELLO

Una storia dall’esito tragico che prosegue nelle ricerca disperata e affidata alla ormai flebile speranza di ritrovare Niccolò, il bimbo di due anni, disperso nel nubifragio che giovedì scorso ha provocato la morte di sua madre e del fratellino di 7 anni. Una famiglia distrutta dalla natura stessa della cui facevano parte; una madre che, in balia della tempesta e dell’acqua che scendeva incessantemente dal cielo colorato da un grigio cupo, avrebbe deciso di provare a sfuggire con i propri figli da quella che sembrava una vera e propria apocalisse. Una nottata di fulmini, tuoni, vento e acqua che avevano trasformato le bellezze tipiche delle campagne lametine in una vera e propria trappola fatale. È stata probabilmente la paura a far decidere Stefania Signore ad abbandonare l’auto e a dirigersi a piedi con i bambini lungo la strada in cerca di salvezza ma un destino crudele li ha invece resi sue vittime facendoli travolgere dal fango e dai detriti divenuti quasi un’onda ,trascinandoli per metri e depositando i loro corpi esanimi tra il viscido terreno di un uliveto.




Lo Stato presente. Un dramma che ha suscitato immediatamente la vicinanza delle forze politiche locali e nazionali che si sono messe in moto visitando i luoghi in cui le vittime hanno perso la vita e riportando alla luce le criticità di un territorio che è privo “di risorse per fronteggiare le conseguenze del maltempo” così come evidenziato dal presidente della sezione calabrese dell'Unione Province d'Italia, Enzo Bruno successivamente al ritrovamento dei corpi. Una vicinanza che oggi si è sentita ancora molto forte con la visita del presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che dopo aver visitato i luoghi colpiti dal nubifragio ha tenuto una conferenza stampa nei locali del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Lamezia Terme. Il presidente del Senato ha più volte ringraziato l'operato dei vigili del fuoco e ha detto: “Sono qui perché è una terra alla quale sono legata per le mie radici ma sono anche qui per dire basta. Un basta con forza. Ci deve essere azione forte per la sicurezza. La Calabria può vincere la sua battaglia attraverso due punti: sicurezza e legalità. Qui è stato giustamente dichiarato lo stato d’emergenza ma in realtà si tratta di un pericolo costante, con dati che ci restituiscono una realtà allarmante e fatti che si stanno ripetendo troppo spesso. Mi auguro di tornare in Calabria e trovare una Calabria cambiata”. La presidente ha anche effettuato un focus sulla condizione idrogeologica italiana e in particolare modo quella calabrese auspicando che non accadano più episodi come quelli appena vissuti.

La procura indaga. Nel frattempo proseguono le indagini della procura lametina che ha aperto un’inchiesta avanzando l’ipotesi di reato di omicidio plurimo colposo. Le indagini hanno lo scopo di comprendere il perché l’acqua abbia invaso la strada che percorreva Stefania, se la vicenda sia stata una fatalità o se vi siano responsabilità umane .