'Ndrangheta a Vibo, respinta una richiesta di carcerazione (NOME)
Il Tribunale della Libertà di Catanzaro ha rigettato l’appello della Procura Distrettuale che aveva chiesto l’applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di Antonio Lo Bianco, difeso dall’avvocato Giuseppe Bagnato.
L’uomo, 76enne di Vibo Valentia, era stato arrestato a dicembre del 2019 nell’ambito dell’operazione "Rinascita Scott" perché ritenuto elemento di vertice della cosca Lo Bianco-Barba, in seno alla quale avrebbe avuto compiti organizzativi in vicende estorsive, nonché quello di organizzare incontri tra sodali e risolvere controversie anche con componenti di altre consorterie.
A marzo del 2020 gli venivano concessi gli arresti domiciliari in piena emergenza Covid in ragione delle precarie condizioni di salute. Nel corso del dibattimento Rinascita-Scott era chiamato a rispondere quale organizzatore dell’omonima associazione mafiosa operante nella città di Vibo Valentia e di tre estorsioni, due tentate ed una consumata, nei confronti di non meglio specificati imprenditori che avrebbero appaltato dei lavori nella città di Vibo Valentia, fatti per i quali l’accusa aveva chiesto la condanna a 28 anni di reclusione.
Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia che ha pronunciato la sentenza di primo grado, pur riconoscendo la responsabilità penale del Lo Bianco, lo ha assolto da due vicende estorsive, ed ha riqualificato il ruolo di organizzatore dell’associazione a quello di mero partecipe, applicando nel contempo la pena di 18 anni e due mesi di reclusione.
Dopo il deposito della motivazione della sentenza la procura distrettuale ha chiesto il ripristino della custodia in carcere perché è cessata l’emergenza sanitari della pandemia da Covid, ma soprattutto perché riteneva sussistenti eccezionali esigenza cautelari.
All’udienza di discussione dell’appello l’avvocato Giuseppe Banato ha specificato le ragioni per le quali l’appello doveva essere rigettato, supportando le argomentazioni con un’articolata memoria e allegata documentazione.
Il Tribunale della Libertà all’esito della camera di consiglio ha rigettato l’appello della procura. Da ricordare che Antonio Lo Bianco era stato già condannato per associazione mafiosa nel processo Nuova Alba del 2008 alla pena di 4 anni e 8 mesi.
