Fino a poco tempo addietro nessuno lo avrebbe neppure immaginato. Ma la politica riserva sempre grandi sorprese. Ebbene, nel pomeriggio di ieri la frattura all'interno del Partito democratico vibonese tra l'ex parlamentare Bruno Censore e il suo delfino storico, il consigliere regionale Michelangelo Mirabello, è stata sancita nel corso di un incontro, moderato dal giornalista Antonino Schinella, nel quale è stata tenuta a battesimo l'area politica Futura, nei locali della biblioteca comunale. Al cospetto di una sala gremita di gente, le ragioni delle differenze esistenti sono venute fuori in tutta la loro evidenza. Mirabello ha schierato numerosi sindaci del Vibonese - quelli di Sant'Onofrio, Arena, Rombiolo, Drapia, Ricadi, San Costantino e Zaccanopoli, alcuni giovani del Pd, tra cui Chiara Mirabello e Giovanni Di Bartolo, nuove leve del partito come Gernando Marasco, volti noti come Teresa Esposito, Michele Soriano, il segretario dell'area vasta della Cgil Raffaele Mammoliti e numerosi militanti.
Assenti di peso, oltre che l'ex parlamentare Bruno Censore che già si era detto "amareggiato" della scelta di Mirabello di sostenere il governatore Mario Oliverio nella corsa alla riconferma, ma soprattutto il segretario provinciale Enzo Insardà che addirittura figurava tra i relatori. Proprio a loro si è rivolto il consigliere regionale dem, fiancheggiato dal collega Giudiceandrea: "Chi non i qui ha sbagliato perchè ha perso un'occasione di confronto. Va eliminata la concezione proprietaria del partito. Perchè noi siamo qui per discutere dei problemi del partito anche nel Vibonese. Ma di questi problemi siamo tutti responsabili, nessuno si può tirare fuori. Sia chiaro che io ho sempre servito il Pd e continuerò a farlo". Poi un messaggio, probabilmente, proprio a Censore: "Sia chiaro che mi ricandiderò al consiglio regionale nel Partito democratico, non ci sarà alcun disimpegno, nè si apriranno varchi". Parole forti quelle di Mirabello che due giorni addietro ha preso parte all'assemblea dei circoli del Pd a sostegno del presidente della Regione.
Prima di lui, altri esponenti dem avevano fornito elementi di discussione interessanti.
Teresa Esposito aveva esortato tutti al tesseramento, Pino Ceravolo ad inquadrare il dibattito nell'alveo di un centrosinistra considerata l'insufficienza del Pd, Giovanni Di Bartolo, analizzando la sua esperienza politica, aveva posto l'accento sulla questione generazionale e su una classe dirigente che non ha avuto più nulla da dire ai giovani ed evidenziano i grossi limiti della classe dirigente. Michele Soriano, infine, ha rammentato la situazione disastrosa della sanità vibonese, senza organi dirigenti. Insomma, un momento di confronto, in vista delle elezioni regionali che probabilmente vedranno, sul territorio, l'ennesimo regolamento di conti interno al Partito democratico.