Si alza nuovamente il livello della tensione a Vibo sui parcheggi a pagamento.

A sollevare la questione, in Commissione consiliare, è stato in primis Francesco Colelli, il capogruppo del Partito democratico (la più significativa forza che sostiene la maggioranza del primo cittadino Enzo Romeo) che ha trovato la condivisione di tutta i componenti della quarta commissione consiliare.

“Non è sostenibile che i rappresentanti della Movea –ha tuonato Colelli –si continuino a rifiutare di venire a confrontarsi con la parte politica, pur essendo stati ripetutamente convocati in Commissione consiliare. Vogliamo vederci chiaro, infatti, su una serie di questioni, inerenti il rispetto del capitolato d’appalto”.

Da quanto si apprende, infatti, non è mai stata sciolto il nodo dei 10 minuti gratuiti che, da contratto, dovrebbero essere concessi all’inizio della sosta tariffata, utilizzando possibilmente il disco orario. Invece, al momento, vengono sommati alla fine della sosta, non fornendo alcun beneficio all’automobilista che magari ha la necessità di sostare soltanto per qualche minuto. E non finisce qua.

“Ci risulta –ha insistito Colelli –che addirittura ci si rifiuti di sottoscrivere l’abbonamento ai cittadini, poiché ritenuto non vantaggioso dalla ditta. Un aspetto, anche questo, da affrontare una volta per tutte perché si rischia di creare disagi alla gente”.

Alle sue parole, prontamente raccolte e verbalizzate dalla presidente della quarta commissione Marcella Mellea, hanno fatto eco quelle di Carmen Corrado, la capogruppo di Forza Italia. “Se la ditta continuerà a non attenersi al capitolato d’appalto –ha ammonito –il Comune dovrà operare immediatamente la rescissione del contratto”. Peraltro, di recente, l’amministrazione comunale, si era rivolta con una specifica nota dell’assessore agli Affari legali dell’Ente, Marco Talarico, alla Movea chiedendo esplicitamente, “di voler confermare quanto stabilito nel capitolato prestazionale del servizio, circa la gratuità dei primi dieci minuti di sosta”.

Un richiamo che non sarebbe stato accolto dall’impresa. La palla, a questo punto, passa nelle mani del consiglio comunale e sulla sosta a pagamento rischia di alzarsi per l'ennesima volta, dalla ripartenza del servizio, avvenuta qualche mese addietro, l’ennesimo polverone.