"Sono anni che invitiamo le Amministrazioni a provvedere alla restituzione delle somme versate dai cittadini e non dovute... ora basta". Il Codacons è deciso a far breccia in quello che appare un vero e proprio muro di gomma frapposto verso i diritti dei cittadini.

La vicenda è tristemente nota e muove le mosse dal passaggio dal sistema Tarsu a quello Tia. I comuni, nel passare ad una tariffa, hanno ritenuto di dover applicare l’Iva sulla tassazione. Tuttavia la Corte Costituzionale ha chiarito, senza tema di smentita, come la TIA (Tariffa di Igiene Ambientale) sia una “tassa” e non già una “tariffa”. In buona sostanza è stato chiesto ai cittadini di pagare una tassa (IVA) sulla tassa (TIA). Diretta conseguenza della decisione della Consulta è la non applicabilità dell'Iva al 10% applicata dai comuni. Di fronte all’immobilismo interessato il Codacons ha deciso di chiedere conto dell'operatore delle Amministrazioni, rivolgendosi al Garante del Contribuente, affinché accerti tutte le irregolarità segnalate.

"Si tratta di una vicenda paradossale - sostiene l'avv Francesco Di Lieto del Codacons - dove neppure le decisioni della Corte Costituzionale vengono rispettate ...del resto, quando bisogna restituire soldi ai Cittadini conviene infischiarsene delle sentenze. Il Codacons - conclude Di Lieto - continuerà a pretendere il rispetto dei più elementari diritti dei Cittadini ed andrà fino in fondo a questa "disgustosa" vicenda.