“Il Disegno celeste - Natuzza Evolo”: a Mileto una serata memorabile (VIDEO)
Una serata memorabile con il pubblico delle grandi occasioni ha salutato a Mileto nella sala consiliare la presentazione del volume del giornalista di lungo corso Vincenzo Varone “Il Disegno celeste – Natuzza Evolo”- editore Libritalia realizzzato con la collaborazione editoriale di Simona Toma.
La serata - organizzata dalla Pro Loco e da Libiritalia, con il patrocinio del Comune e la collaborazione del Cantiere musicale internazionale, del’Avis di Mileto, dell’’Accademia milesia, dall’ Asd Pro Giovani e del servizio civile – coordinata dal direttore di Zoom24 Tonino Fortuna, dopo i saluti del sindaco Salvatore Fortunato Giordano e dell’editore Enrico Buonanno, ha registrato nell’ordine gli interventi del direttore editoriale di Libritalia Simona Toma, dell’antropologo Pino Cinquegrana, della giornalista Nadia Macrì e del docente di lettere Nicola Rombolà che hanno approfonditi con uno stile chiaro e diretto e in alcuni tratti con dovizia di particolari i contenuti del lavoro svolto da Varone. Ha concluso l’autore approfondendo il grande spirito di accoglienza della Serva di Dio che per oltre tre quarti di saputo dare conforto a milioni di persone di ogni dove.
LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME
Quella che stiamo per raccontarvi è la storia di Natuzza Evolo. Un cammino di luce, di fede e di speranza. Il percorso umano e spirituale di una donna e di una mamma che ha saputo dare conforto, pace e ristoro a centinaia di migliaia di persone sparse in ogni parte del mondo, a partire dalla sua Paravati fino ad arrivare al Giappone, senza mai chiedere nulla in cambio. Una figura, quella di mamma Natuzza, costantemente in mezzo a noi, con tutta la sua forza dirompente, proiettata verso il bene e in direzione dell’unica strada che lei conosceva: quella dell’amore, della carità verso gli altri e della vicinanza ai sofferenti e agli ultimi. Ed è stato questo per un lungo periodo del secolo breve e nei primi anni duemila l’itinerario del Bene che ha caratterizzato la vita di Fortunata Evolo – popolato da una moltitudine di angeli e di spiriti buoni: i nostri defunti che ci proteggono lungo il nostro spesso inquieto e doloroso cammino lungo le vie dell’umana esistenza – che porta al Paradiso.
Il luogo principale di questa storia, quasi incredibile ma vera, è Paravati con le sue colline parlanti dalle quali si avverte, sin dagli anni antichi, la forza di un grande mistero. Un mistero che allarga gli orizzonti e stimola il pensiero. Un mistero che noi abitanti di questo luogo cogliamo e coltiviamo con gentile discrezione, custodendo e conservando ogni accadimento, ogni gesto ed ogni frase pronunciata durante la sua missione da Natuzza. Una per tutte: «Gesù ci vuole tutti santi». A un miglio esatto si trova Mileto, con le sue chiese che odorano di incenso e la sua millenaria diocesi, pulsante di fede e di storia, dove vescovi, presbiteri, suore e fedeli hanno vissuto e continuano a vivere la loro fede. A pochi chilometri percorrendo la statale 18 verso nord si trova Vibo Valentia, giovane capoluogo di Provincia. Verso sud, nella confinante Provincia di Reggio Calabria, la prima cittadina che si incontra sulla statale 18 è Rosarno con i suoi agrumeti, a seguire Gioia Tauro. Ed è in questi luoghi che da ogni direzione giungono ogni giorno gli attori del mondo, con le loro fragilità di piccoli uomini che in questa terra benedetta accorrono in preghiera con la speranza di una carezza, di una parola buona, di un segno, di un sorriso e di un alito di vento ristoratore. Accorrono rimanendovi coinvolti e stravolti, presi e quasi portati per mano. Una moltitudine di popolo in cerca che, una volta giunto nella Villa della Gioia, attraversando il Viale della Salvezza, che odora di natura e di cielo, si vede accolto dal Cristo vestito di bianco con queste parole: «Vi aspettavo, nel mio cuore c’è posto per tutti». Perdenti e vincenti, poveri e potenti, faccendieri e mascalzoni incalliti in cerca di redenzione o almeno di qualche fiammella che dia loro uno spicchio di luce. Per tutti, nessuno escluso, compresi gli uomini di poca fede e gli scettici. Un fatto è più che certo. Ognuno giunge si qui con il suo fardello, di cui solo Dio conosce la pesantezza, in cerca di qualche risposta e di quella armonia interiore che solo lo spirito e la fortezza della Fede possono dare. Ed il fatto straordinario e miracoloso di questo posto è che il visitatore non ritorna quasi mai a casa a mani vuote perché il luogo illumina, consola ed offre all’uomo smarrito o semplicemente dubbioso, il messaggio di salvezza di Gesù e della Madonna. Al centro del racconto figura la bellezza di Dio, la materna protezione della Vergine Maria, il cielo di Paravati che da queste parti è più azzurro che altrove, gli angeli, i santi, i defunti, la forza della carità, la letizia del cuore e l’uomo di ogni età e di ogni condizione sociale con le sue debolezze, con le sue paure, con i suoi tremiti, con la sua umana sofferenza e la sua eterna ricerca della Via da seguire. Il resto lo scoprirete pagina dopo pagina.
