Si osserva una certa difficoltà nel settore del commercio a Vibo Valentia: in città sono ancora di più le imprese che si cancellano rispetto a quelle che nascono

di ILARIA LENZA

Una lunga passeggiata nel "salotto buono" della città è sufficiente per rendersi conto di quanto la situazione, nel tempo, sia cambiata. Il luogo in cui vengono accolti i vibonesi, così come i visitatori occasionali, è diventato negli ultimi anni uno spazio con poche attrattive. Molte insegne luminose, infatti, su corso Vittorio Emanuele III, in pieno centro cittadino, sono state spente dalla crisi che ancora, nonostante una tendenza generale differente, frena la ripresa locale nel settore del commercio. Decine di vetrine appaiono oggi sulla via principale del centro spoglie e in attesa di un nuovo utilizzo. Accanto agli allestimenti "storici" di chi resiste, affissi numerosi annunci. Un'osservazione, questa, che vale una domanda: qual è lo stato di salute del commercio in città?

Il trend. Da quanto è stato possibile apprendere, la risposta non è delle migliori. Stando ai dati forniti su richiesta dall'Ufficio studi e statistiche della Camera di commercio ed elaborati su banca dati Stock view di Infocamere, anche nel 2016 in città (ed il corso ne è un esempio) il settore del commercio risulta ancora in perdita. Un'eccezione, dal momento che nel resto del Paese si è verificata negli ultimi due anni una lenta, timida ma positiva ripresa economica generale. Anche Vibo Valentia vive, dal punto di vista complessivo, una fase di risalita, ma il settore del commercio ancora fatica ad agganciarsi al trend della crescita economica.

Il dato. I numeri stessi forniscono la dimensione del fenomeno. Nel territorio comunale di Vibo Valentia il saldo tra le nuove imprese iscritte e le cessazioni nel settore del commercio (all'ingrosso, al dettaglio e delle autovetture) per l'anno appena trascorso risulta ancora in negativo. Nel 2016, infatti, in città a fronte di 56 nuove iscrizioni si sono registrate 68 cessazioni: sono di più le imprese che si cancellano rispetto a quelle che nascono, in controtendenza con l’andamento generale del settore. La base di riferimento, sempre secondo quanto emerso, nella quale sono comprese 983 imprese registrate (attive, inattive, in liquidazione e scioglimento), ha perso 12 imprese, con una decrescita del settore. Questo in un quadro generale caratterizzato, localmente, da una ripresa economica registrata a partire dal 2015, a cui, però, ancora il settore del commercio non è riuscito ad adeguarsi. Un elemento non del tutto inedito, per il quale forse sarebbe opportuno prevedere una qualche forma di programmazione.