Oggi è arrivata la prima condanna. Per un omicidio avvenuto nel 2004, ma parliamo di una delle vendette più lunghe della ‘ndrangheta, che parte da molto lontano, nel 1964 da Sant’Eufemia d’Aspromonte, nel Reggino.

La storia è quella di Giuseppe Gioffrè, all’epoca un commerciante di 37 anni che al culmine di una lite con alcuni concorrenti legati a un clan locale uccise due persone. Ha così inizio una delle più lunghe faide della ‘ndrangheta, che registra successivamente l’uccisione della moglie e del figlio di Gioffrè, nel frattempo finito in galera. Alla ‘ndrangheta però la vendetta non basta: dopo 28 anni, l’uomo uscito di galera e trasferitosi a Torino viene rintracciato e, ormai un pensionato di 77 anni, viene freddato la mattina dell’11 luglio 2004. Per molti anni resterà un delitto irrisolto, ma a a quasi sessant’anni dall’inizio di questa faida, il pm Manuela Pedrotta ha chiuso il cerchio. L'accusa, infatti, ha trovato conferma oggi a Torino, dove al termine del rito abbreviato, il gup ha condannato a 30 anni di carcere uno degli imputati, Giuseppe Crea, 44 anni.