Vibo, dopo le provinciali parte il regolamento di conti tra Colelli, Soriano e Romeo
Sindaco e assessore al Commercio virano verso Alecci. Dal Pd, Colelli e Mammoliti gli preparano la “festa”.
È scontro all’arma bianca nella maggioranza di Palazzo Luigi Razza, dopo le elezioni provinciali che hanno sancito una netta spaccatura tra le anime del Partito democratico.
Come riporta oggi Gazzetta del Sud, l’asse costituito dal gruppo di Ernesto Alecci, dal sindaco della città Enzo Romeo e dall’assessore al Commercio Stefano Soriano ha preso seriamente forma a giudicare dal voto ponderato di Palazzo ex Enel. E sono bastati pochissimi segnali per sancirlo. A farne le spese, la presidente del partito Vladimira Pugliese, espressione della segretaria provinciale Teresa Esposito. In sostanza, l’alecciano Nico Console ha ottenuto sei preferenze nell’unico comune di fascia E, il capoluogo, una in più delle cinque previste. E quel voto è arrivato molto probabilmente da Maria Fiorillo, fedelissima di Stefano Soriano oltre che del patron della corrente alecciana Enzo Mirabello, la cui figlia è già passata all’incasso, divenendo segretario particolare del neo consigliere regionale. Ma c’è di più. Anche Maria Trapani, la propositiva consigliera di Progetto Vibo ha ottenuto una preferenza in più rispetto al previsto . E qui i sospetti ricadono direttamente sul primo cittadino, o meglio, su Antonino Ravenna, il consigliere dem risentito per la mancata candidatura. Due pesantissimi voti ponderati che hanno garantito a Soriano (ormai vicino ad Alecci ma parecchio distante dal gruppo Pd controllato da Colelli e Mammoliti ) di consumare la propria vendetta sugli (ex) compagni. L’attuale capogruppo del Pd, stando ai rumors, e non sono voci di corridoio, sarebbe pronto a mettersi alla testa di una pattuglia di eletti decisi a porre precisi distinguo rispetto alla maggioranza fino ad arrivare a prenderne le distanze. Il numero degli adepti non sarebbe proprio irragguardevole. Se a Colelli e Mammoliti non arrivassero le risposte attese, alcuni consiglieri sarebbero pronti a fare le valigie. Insomma, una gatta non secondaria da pelare per il primo cittadino che deve fronteggiare diversi “pericoli” a cominciare da quello di Antonio Lo Schiavo. A proposito, l’ex consigliere regionale ha fatto eleggere manu propria Sergio Barbuto in Consiglio provinciale. A conferma che senza di lui, Sinistra Italiana sarebbe una meteora. Ed è proprio il noto notaio vibonese, risentito e non poco nei confronti del primo cittadino e dei suoi sodali, il soggetto politico al quale tutto il centrosinistra guarda con estremo interesse per il prossimo futuro.
