Luce sulla sparatoria avvenuta a Chivasso nell'ottobre scorso quando rimase ferito il vibonese Bruno Lazzaro, fratello di Salvatore, ucciso a Sorianello nel 2013

Sono tutti di origine calabrese, ma residenti in provinia di Torino i quattro destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai carabinieri di Chivasso su richiesta della Procura di Ivrea. Si tratta dei fratelli Davide e Francesco Gioffrè, rispettivamente 21 e 34 anni, del cugino Domenico Gioffrè, 38 anni,  e di Antonio Guerra, 39 anni. Sono accusati, a vario titolo, di duplice tentato omicidio, aggravato ed in concorso, oltre che di detenzione abusiva di arma. Per gli inquirenti sarebbero gli autori di due sparatorie avvenute a Rondissone e a Chivasso, nel Torinese nello scorso mese di ottobre.

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L'agguato. I fatti contestati ai quattro risalgono al 13 ottobre scorso: allora due italiani, Bruno Lazzaro di Volpiano e Rocco Morano di Torrazza Piemonte, rispettivamente di 28 e 54 anni, erano finiti in ospedale. Il primo, da solo, aveva raggiunto il nosocomio, per una ferita alla coscia destra, mentre l’altro era stato accompagnato in ambulanza dopo essere stato colpito a un gluteo da un colpo d’arma da fuoco.
Sia Lazzaro che Morano hanno dei precedenti penali. Il 28enne, in particolare, nel 2015 venne arrestato insieme fratello 20enne per spaccio di droga mentre un terzo fratello, Salvatore, è stato ucciso con due colpi di fucile, nel 2013 nella Frazione Fago Savini di Sorianello, nel Vibonese.

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Il movente. La tesi degli investigatori è che gli arrestati abbiano pianificato e attuato l’azione di fuoco nei confronti di Morano per questioni riguardanti la mancata concessione di un prestito di denaro, Lazzaro sarebbe stato invece “punito” per un litigio avvenuto alcuni giorni prima. Durante l’operazione i carabinieri di Chivasso hanno perquisite abitazioni e attività commerciali riconducibili agli indagati.