I conti continuano a non tornare. E il risanamento finanziario del Comune di Vibo resta un'impresa difficilissima. Nei giorni scorsi è stata autorizzata dalla Giunta un'anticipazione di tesoreria e l'utilizzo di somme a destinazione vincolata. Le ragioni sono dettate da finalità molto significative che vanno dal pagamento delle retribuzioni alle spese e impegni assunti con i creditori.

Le delibere di giunta oggetto della disamina sono la numero 223 e 224 dello scorso 30 novembre. Con la prima viene autorizzata un’anticipazione di tesoreria per l’esercizio finanziario 2021, pari ai cinque dodicesimi delle entrate relative al penultimo anno precedente, dunque, al 2019, vale a dire, 13.642.724,02 euro. Con la seconda delibera di giunta, invece, si autorizza l’utilizzo di entrate per una specifica destinazione, sulla base dell’art. 195 del Testo unico degli enti locali, per il 2021. Qui la dicitura è meno facilmente comprensibile.

Traducendo dal burocratese, che spesso appare il linguaggio dell’Azzecca-Garbugli, si tratta dell’autorizzazione al tesoriere di utilizzare le entrate con specifica destinazione, più specificatamente, somme vincolate, “anche se provenienti dall’assunzione di mutui con la cassa depositi e prestiti e per una cifra non superiore ai 13.6 milioni di euro che costituiscono il “budget” dell’anticipazione di tesoreria. Con la consueta premessa che funziona anche da… ineludibile promessa: “Il reintegro della cifra”, nel rispetto di quanto previsto dalle norme in materia di contabilità finanziaria.