Alluvione nel Cosentino, milioni di fondi europei non spesi per la sicurezza del territorio
Tra gli indagati dell'inchiesta "Flumen Luto", i cui relativi sequestri di terreni e fabbricati sono stati eseguiti ieri dai carabinieri a Corigliano e Rossano (Cosenza), ci sono anche il presidente della Regione Calabria, ed ex presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, l'ex presidente della Provincia di Cosenza e sindaco del capoluogo bruzio Mario Occhiuto, gli ex sindaci di Corigliano Pasqualina Straface e Giuseppe Geraci, gli ex sindaci di Rossano Franco Filareto e Giuseppe Antoniotti, numerosi dirigenti e funzionari di Regione, Provincia e Comuni interessati e molti noti imprenditori locali.
style="display:block"
data-ad-client="ca-pub-7956851822213362"
data-ad-slot="5102188730"
data-ad-format="auto">
Sequestri preventivi. "Questo è un primo intervento, che è stato necessario per due fattori: il primo, evitare il perdurare di un pericolo concreto, e poi evitare che si possa continuare a costruire in zone pericolose, come l'alveo di un fiume". Lo ha detto, nel corso della conferenza stampa che si e' tenuta stamattina a Cosenza, il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, che ieri ha coordinato il sequestro di centinaia di terreni e fabbricati nella zona di Corigliano e Rossano. "Parliamo di zone quasi tutte R4, qualcuna R3, ad alto rischio per la vita umana e danni alle cose - ha detto Facciolla - anche perche' in quella zona ci sono stati, in media, due eventi alluvionali all'anno. La situazione peggiora, non sono state fatte opere di bonifica o di risoluzione del rischio".
Indagine-bis. "C'e' una seconda parte dell'indagine in corso - ha detto Facciolla - e cercheremo di far luce sul perché sono accadute alcune cose, e perché ci sono state omissioni o siano state sanate opere abusive, costruite nel letto dei fiumi. L'alluvione del 2015, secondo i dati che abbiamo, è stato un evento normale, che è diventato straordinario solo per l'intervento dell'uomo sul territorio - ha detto Facciolla - perchè l'alveo dei fiumi è stato molto ridotto".
Alla conferenza stampa dell'operazione "Flumen Luto" ha partecipato anche Otello Lupacchini, procuratore generale della Corte d'Appello di Catanzaro, che ha evidenziato che "eventi di questo genere sono causati dalla mano dell'uomo: corsi d'acqua ristretti, deviazioni, tombature, creazione di terreni coltivati dove c'era prima il greto del fiume e dove può verificarsi nuovamente un'inondazione". Una situazione letteralmente fuori controllo" - ha detto Lupacchini, che ha parlato anche di fondi europei che non sono stati spesi per mettere in sicurezza il territorio".
