Omicidio Lamberti-Prestia, l'appello disperato delle madre: "Si faccia piena luce sull'accaduto"
La donna ha parlato alla manifestazione tenutasi nella sala della Fondazione del Cuore Immacolato di Maria per la consegna di una borsa di studio voluta dalla Cgil scuola
Un anno fa a Mileto l’omicidio di Francesco Prestia Lamberti il quindicenne studente di Mileto, trucidato e poi abbondonato, con le mani in tasca in località “Vindacitu", nella campagne del rione Calabrò, a qualche chilometro di distanza dal centro abitato, la sera del 29 maggio scorso. Un delitto del quale si è autoaccusato la sera stessa un altro quindicenne del luogo che riferì di avere ucciso Francesco nel luogo del rinvenimento del corpo senza vita al termine di una lite scaturita da questioni di natura sentimentale. Ma, a di là della confessione resa ai magistrati, null’altro si sa di questa sconvolgente vicenda terribile vvolta ancora da tanti misteri. Tra questi il luogo dell’omicidio che potrebbe essere stato consumato in un posto diverso, visto e considerato che in località “Vindacitu” non sarebbero stati trovati né bossoli e neppure macchie di sangue; le strane fasi successive al delitto; le eventuali complicità di cui per giorni e giorni si è parlato. Ed, infine, la pistola calIbro 6,35, d proprietà di un congiunto del presunto assassino, utilizzata dal giovane e che lo stesso dichiarò di avere sottratto allo stretto parente, ma di cui non è stata fino adesso trovata alcuna traccia.
Una vicenda avvolta, quindi, ancora da tanti coni d’ombra. “Ad unno esatto dalla morte di mio figlio – afferma la madre del ragazzo ucciso in una dichiarazione pubblicata oggi da Gazzetta del Sud - non è stata ancora fatta luce su quanto è esattamente accaduto. Il responsabile dell’omicidio di mio figlio –dice ancora Marzia Lucciano - continua , infatti, a non parlare ed inoltre quanti sono a conoscenza di particolari continuano a tacere.”
E dei tanti silenzi complici che avvolgono tutta la venda della morte di Francesco – che aveva davanti una vita piena di progetti- la mamma di Francesco ha anche parlato stamattina nella sala della fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Parvati nel corso della cerimonia di assegnazione delle Borse di studio del concorso “Rompiamo il Muro del silenzio”. Manifestazione fortemente voluta dalla Cgil-scuola che ha chiamato a raccolta le scuole e numerose altre istituzioni del territorio.
Marzia Luccisano nel suo intervento davanti a centinaia di ragazzi della scuole del territorio e di numerosi educaori ha anche parlato della proposta partita da alcuni gruppi di giovani che venisse piantato in piazza Badia una pianta di ulivo in memoria di Francesco . “Noi però – ha detto la madre del ragazzo ucciso - abbiamo declinato l’invito almeno fino a quando sulla morte di mio figlio non emergerà tutta la verità. Solo allora l’ulivo, quale simbolo di pace, potrà essere piantato”. Ieri intanto la procura dei minori di Catanzaro ha chiesto nei confronti del quindicenne la condanna a 16 anni di reclusione. La richiesta di pena tiene conto di uno scontro per via della scelta del rito abbreviato da parte dei difensori dell’imputato, reo confesso e accusato di omicidio aggravato, detenzione illegale e porto in luogo pubblico della pistola con la quale avrebbe commesso l’omicidio. Un delitto commesso – secondo l’accusa – con l’aggravante dei futili motivi considerato che alla base di tutti ci sarebbe una ragazzina contesa.
