Il presidente della Regione Calabria ribadisce la sua linea: "Bisogna rimuovere definitivamente l'istituto del Commissario"

"Per ricostruire un sistema sanitario in Calabria degno di questo nome bisogna rimuovere definitivamente l'istituto del Commissario e dotare il nostro territorio di servizi di base efficaci ed efficienti, capaci di rispondere ai bisogni e alle esigenze dei cittadini". Lo ha detto il presidente della Regione, Mario Oliverio, parlando all'ospedale "Beato Angelo" di Acri dove sono stati inaugurati due nuovi importanti servizi sanitari: la risonanza magnetica e l'ambulatorio oncologico.

Gestione fallimentare. "Dal 2010 ad oggi - ha sottolineato il governatore - la gestione commissariale, che avrebbe dovuto supplire alla inefficienza della Regione per ricostruire la sanità in Calabria, ha inferto una serie di colpi durissimi che hanno ulteriormente indebolito il nostro sistema sanitario, provocando una serie di conseguenze negative che pesano sulle tasche e sulla salute dei cittadini calabresi. L'ultimo provvedimento assunto in questo senso dal Commissario - ha detto Oliverio - riguarda il taglio unilaterale e indiscriminato delle risorse destinate ai laboratori privati che operano in sinergia con le strutture pubbliche. Ciò comporterà, se non ci saranno i dovuti correttivi, il licenziamento di 3000 persone e l'ulteriore spoliazione dei servizi sanitari a disposizione dei cittadini. E' una situazione intollerabile che non può essere assolutamente accettata! Per quanto mi riguarda continuerò a battermi e a lottare perchè si metta definitivamente la parola "fine" ad una gestione commissariale che in questi anni ha prodotto soltanto risultati negativi. Questa è l'unica condizione necessaria affinché si possa ricostruire in Calabria un sistema sanitario degno di questo nome, capace di rispondere al bisogno e alla domanda di salute che proviene dai nostri territori".

Appello alla mobilitazione. "Oggi - ha aggiunto il presidente della Regione - è una giornata importante per Acri, perché è stato prodotto un fatto. E' un primo passo a cui dovranno seguirne necessariamente degli altri. Ha fatto bene la popolazione di Acri a mobilitarsi e a chiedere con forza più servizi e una più qualificata assistenza sanitaria. Quando si parla della salute non ci sono casacche o appartenenze che tengono. I bisogni dei cittadini vengono prima di ogni colore politico. Rispetto ai problemi della salute non possono esserci ne' populismi, ne' conservatorismi. Chi si muove agitando queste bandiere, sbaglia. I problemi - ha detto - vanno affrontati e risolti soprattutto quando si tratta delle nostre aree interne, dove il permanere della presenza dell'uomo è legata ai servizi oltre che al lavoro. Altri passi, quindi, seguiranno a quello odierno. Investire sui territori significa, peraltro, recuperare e risparmiare risorse, evitando una migrazione sanitaria che ha comportato e continua a comportare per la nostra regione costi altissimi".